Gioco
Sugli spalti nasce il “Giardino dei Giusti” con gli alberi di Fratel Paoli e don Aldo Mei
Altre piante saranno via via dedicate a personaggi che hanno speso la propria vita per gli altri e per la conquista dei diritti
Rossella Lucchesi
lucca. Nel giorno della Memoria, a Lucca si inaugura il Giardino dei Giusti. Un progetto che prevede l’intitolazione di piante storiche di grandi dimensioni a personaggi che nel tempo si sono distinti con gesti memorabili che hanno lasciato un’impronta sui libri e nella memoria della gente. Il “giardino” dedicherà i suoi alberi più imponenti ai giusti, ovvero agli uomini e alle donne che hanno lottato per salvare vite umane, anche mettendo a rischio la propria, ma anche a coloro che si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità delle persone, rifiutando di piegarsi ai totalitarismi e alle discriminazioni tra esseri umani.
L’iniziativa si sviluppa sull’esempio dello Yad Vashem di Gerusalemme, nato per onorare i giusti di tutti i genocidi. Il grande giardino lucchese è stato ideato dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’istituto storico della Resistenza e altre associazioni locali della memoria. Nasce con l’intitolazione di due esemplari di albero a due personaggi vissuti nella nostra città, alla quale hanno dato un grande contributo di coraggio e amore. Si tratta di fratel Arturo Paoli e don Aldo Mei, figure indimenticabili per l’impegno profuso a sostegno dei diritti umani, per i quali si sono battuti fino alla fine della loro esistenza. Troppo breve per il primo, ucciso il 4 agosto 1944 a soli trentadue anni, dai nazifascisti sugli spalti delle Mura di Lucca, in prossimità di porta Elisa, dove si trova la lapide che lo ricorda. Assai più lunga quella di fratel Paoli, scomparso nel 2015 alla veneranda età di 103 anni, il quale ha potuto operare come missionario nei luoghi più tristi del mondo, combattendo contro discriminazioni e totalitarismi, gesta che gli hanno valso il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”, per l’impegno a favore degli ebrei perseguitati durante la Seconda Guerra mondiale. A don Aldo Mei è stato intitolato il grande cedro nell’aiuola centrale della rotonda di porta Elisa, mentre a fratel Paoli il plattano monumentale sugli spalti delle Mura, fuori porta San Donato.
«Il Giardino dei Giusti che stamani vede la luce a Lucca e che sarà presto ampliato con l’intitolazione di altri alberi in diversi luoghi del territorio comunale è un omaggio a personaggi che la storia non può cancellare, poiché hanno dedicato la vita agli altri, lottando per le tante ingiustizie che, purtroppo, incombono ancora tra i popoli della Terra», commentano il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessora Ilaria Vietina, intervenuti alla cerimonia insieme a numerose autorità civili e religiose, tra cui il vescovo Paolo Giulietti. «Dietro i gesti eroici - ha detto - di questi valorosi alfieri, c’è sempre stato un popolo che li ha sostenuti nel loro operato. Gente che non si è tirata indietro quando si è trattato di affrontare sfide dolorose contro disuguaglianze e persecuzioni che continuano a riproporsi con le medesime violenze e soprusi». Ci vorrà del tempo prima di raggiungere lo scopo - è il pensiero di Teresa Leone, presente in rappresentanza della Provincia - secondo la quale è necessario che le giovani generazioni conoscano bene la storia e apprezzino l’opera di chi ha lottato e lotta per i diritti umani «perché - afferma - l’indifferenza è peggio della violenza e può portare a conseguenze drammatiche». —
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