Attenzione
Roberto, Attila e gli altri: la messa per chi è morto da solo in strada
lucca. Un'iniziativa organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio per ricordare tutti i senzatetto della città che sono morti di stenti in strada.
Domenica 31 gennaio nella chiesa di S. Andrea nel centro storico (via Sant’Andrea, 1) alle 11,30 viene celebrata da don Simone Giuli una messa per ricordare persone anche conosciute da tanti a Lucca come Roberto Negro il senzatetto che per anni fino al 2018 ha vissuto le sue giornate fra la stazione e il quartiere di San Marco.
O Sandor Attila Szabo il cui corpo carbonizzato fu ritrovato, sempre in quell’anno, nell'incendio di una baracca che era diventata la sua abituale dimora a San Concordio.
Ma non saranno dimenticati anche altri fissa dimora morti per strada in condizione di povertà e conosciuti solo per quel nome, come Dino, Ben o Said, con cui saranno ricordati ciascuno durante la messa. Molti di loro la Sant’Egidio li ha accolti per anni alla mensa del giovedì e anche per questo vuole tenerne viva la memoria.
Giovedì 28 gennaio saranno anche invitati gli amici poveri che ogni giovedì vengono a prendere la cena alla mensa di Sant’Egidio e che hanno piacere a partecipare. Il tutto si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19.
L'iniziativa si inserisce in quella che a livello nazionale ricorda da 38 anni le vittime morte in strada in prossimità del 31 gennaio. Questa data ha segnato la Sant'Egidio per sempre nel suo rapporto con i poveri e i senza fissa dimora: è l’anniversario della morte di Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora di 71 anni, che viveva nei pressi della Stazione Termini di Roma. Qui si rifugiava la notte per dormire e il 31 gennaio 1983 proprio lì si sentì male ma l’equipaggio dell’ambulanza che accorse alla chiamata non volle prenderla a bordo perché era sporca e aveva i pidocchi. Modesta così morì dopo ore di agonia, in attesa che qualcuno decidesse di prestarle soccorso.
La Comunità di Sant’Egidio è presente a Lucca da ben 20 anni accanto alle persone più bisognose della città. Lo scorso Natale ha raggiunto centinaia di famiglie e di persone con spese, regali e consegna dei sacchetti con il pranzo di Natale anche in arcivescovato. Per evitare che l’emergenza Covid faccia aumentare le disuguaglianze anche tra i più piccoli, la Scuola della Pace della Sant’Egidio non si ferma e proprio in questi giorni invita chi ha tra 15 e 25 anni e vuole aiutare, a contattarla. Per info e chiedere come partecipare alla messa in modalità anti-Covid-19: 334 2829034 o santegidiolucca@gmail.com . —
Gregorio Andreini
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