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Lucca

Maltempo in Valle del Serchio, da dicembre caduto il 140 per cento di pioggia in più rispetto al passato

Maltempo in Valle del Serchio, da dicembre caduto il 140 per cento di pioggia in più rispetto al passato

Report dell’autorità di bacino: alto il numero di frane ma non ci sono stati eventi alluvionali

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LUCCA. I numeri confermano le impressioni: negli ultimi due mesi è caduta molta più acqua di quella che caratterizza il periodo. Tanta più acqua, ma il territorio toscano ha retto bene, con un’unica eccezione però. Quale? La Valle del Serchio. È quanto emerge dal report relativo agli eventi e ai dissesti avvenuti nella porzione toscana del distretto dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale tra il primo dicembre e l’8 gennaio. Il distretto interessa principalmente tre Regioni, Toscana, Liguria e Umbria, ma i territori toscani ne costituiscono la stragrande maggioranza (l’84 per cento). Ebbene, in quel periodo in Toscana è caduta una quantità di pioggia pari a circa dodici volte il volume d’acqua del lago Trasimeno ossia circa il 140 per cento in più della media degli ultimi 10 anni, ossia più del doppio, molto più del doppio: quasi 2 volte e mezza.

Tuttavia le piogge sono state molto distribuite nel tempo e nello spazio, e a nche per questo secondo il report il territorio ha retto bene: nonostante il numero considerevole di frane (110) non si sono registrati infatti eventi alluvionali. In quel periodo la Toscana è stata oggetto di un periodo pressoché continuo di piogge (tranne che per una breve finestra a metà dicembre). Le precipitazioni hanno interessato praticamente tutto il territorio toscano distrettuale con cumulate da 200 a 300 mm di pioggia. Nell’area nord della regione, che comprende i bacini del Magra, del Serchio e i bacini appenninici che confluiscono in Arno, le cumulate hanno raggiunto valori di 900/1000 mm, in particolare nella valle del Serchio e nella dorsale appenninica.

Il volume complessivo di pioggia che ha interessato il territorio toscano è di circa 7 miliardi di metri cubi. In termini di effetti al suolo, anche se il volume di acqua afferito al reticolo idrografico è stato estremamente importante, non si sono registrati eventi alluvionali. Si sono avute piene importanti, anche con superamenti del secondo livello di guardia nel caso del Serchio, ma senza esondazioni. Sono invece 110 le frane rilevate con movimentazione di materiale di varia entità e dimensioni, e per la maggior parte non si tratta di nuove frane ma soprattutto di riattivazione di dissesti avvenuti in passato. La zona che risulta più colpita è proprio quella del bacino del Serchio, come - uscendo dal pertiodo del report - testimonia la frana di domenica sulla statale del Brennero a Borgo a Mozzano.

«Gli elementi di maggior fragilità sul territorio toscano sono rappresentati dal sistema delle infrastrutture viarie - spiega Massimo Lucchesi segretario generale dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale - da un lato la rete viaria secondaria sconta, in particolare nei territori di alta collina e montagna, le criticità derivanti da una collocazione di origine storica, la cui fragilità è sempre più evidente nel tempo. Dall’altro la rete principale, anche recente, necessita probabilmente di un’analisi mirata per evidenziare le eventuali interferenze con le aree potenzialmente oggetto di fenomeni gravitativi. Per questo abbiamo portato all’attenzione del ministero dell’Ambiente la strategicità di redigere uno studio ad hoc riferito alla probabilità di dissesto nella rete viaria principale. Anche sulla base di questa indagine gli enti gestori potrebbero procedere ad approfondimenti e individuare soluzioni operative per risolvere le criticità esistenti».

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