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Via Pacconi, il rischio allagamenti resta alto

Nicola Nucci
Via Pacconi, il rischio allagamenti resta alto

Soluzione ponte per cercare di evitare danni importanti. Ma la priorità del Comune è la messa in sicurezza del Leccio

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Nicola Nucci

PORCARI. In via Pacconi dovranno ancora tirar fuori stivali di gomma e armarsi di pazienza. Le abbondanti e violente piogge del fine settimana hanno messo in crisi il reticolo idraulico della zona con il conseguente allagamento della strada. Per fortuna l’acqua non ha danneggiato scantinati e abitazioni grazie all’intervento di pompaggio predisposto dal Comune che ha limitato il problema ma non è bastato per arginare le proteste e la preoccupazione dei residenti che sollecitano soluzioni definitive e più efficaci.

Il problema che si è verificato sabato scorso è noto: il Rietto, un fosso minore del reticolato, quando sale il livello del Ralla a causa della pressione dell’acqua non riesce a defluire e il flusso che convoglia le acque provenienti dalla collina si interrompe fuoriuscendo dai tombini e allagando la strada. Quando scatta l’allerta arancione, a prescindere che piova o meno, si attiva un servizio di pompaggio da parte della ditta incaricata attraverso una grossa pompa idrovora posizionata alla confluenza tra il Rietto e rio Ralla, una zona che storicamente deve convivere con questo disagio.

Il vice sindaco con delega alla protezione civile, alla sicurezza idraulica e ai lavori pubblici Franco Fanucchi non sfugge al problema, assicurando che c’è un progetto ma che al momento la priorità è il rio Leccio. «Per fortuna nessuna abitazione – dice – è stata coinvolta essendo stata allagata soltanto la strada, ma sappiamo benissimo che possono verificarsi anche problemi più seri. Per questo motivo abbiamo costruito un grosso pozzo in cui immergiamo la pompa per alleggerire la pressione dell’acqua facendo defluire direttamente le acque del Rietto in Ralla, limitando la fuoriuscita di acqua dalle griglie di scolo della strada. A questo sistema di pompaggio si aggiunge normalmente la distribuzione dei sacchini di sabbia della protezione civile nei punti critici».

Ma gli abitanti chiedono misure più efficaci per non stare in ansia a ogni ondata di maltempo. «Siamo consapevoli che è una soluzione più economica e provvisoria, ma in questo momento i 3 milioni di finanziamento della regione sono stati destinati alla messa in sicurezza del Leccio dove c’è un rischio maggiore per l’incolumità delle persone con il rischio di esondazione nelle case vicino alle sponde. In futuro abbiamo in previsione di chiedere un finanziamento per il progetto già messo a punto per risolvere il problema degli allagamenti in via Pacconi». —

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