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Saggio e verità storica
«Anche noi lucchesi siamo stati feroci, perché quanto a violenza e razzismo, ci siamo comportati come i nazisti. Oggi trovo i germi di quel passato», dice l’autore
lucca. Rimuove l’oblio sceso sul campo di raccolta di Bagni di Lucca, dove furono sistemati per un periodo ebrei italiani destinati alla deportazione nei campi di concentramento della Germania e della Polonia. C’è tutto questo nell’ultimo libro dello storico locale Virginio Monti. Si intitola "La questione ebraica in provincia di Lucca" (Tralerighe edizioni di Andrea Giannasi). Nel testo si parla con ricchezza di particolari della detenzione nei locali dell'ex Grande Albergo delle Terme, già villa Cardinali, residenza estiva del granduca di Toscana. Vicende da troppo tempo dimenticate, come se fosse possibile non ricordare i prigionieri dei nazifascisti che da Bagni di Lucca finirono ad Auschwitz. Furono novantanove: erano complessivamente 102, ma il 23 gennaio 1944, data della partenza per Firenze e poi per Milano, due prigionieri ebrei non erano presenti. Durante il trasferimento un terzo riuscì a fuggire. La prigionia durò dai primi giorni del dicembre 1943 al 30 gennaio 1944.
«Ho scritto questo libro – spiega l’autore - perché quello che è accaduto non può e non deve essere dimenticato. Ho iniziato la mia ricerca ancora prima di mettere mano al libro “La francese” (storia della partigiana francese Jeannette Mayne, uscito nel 2016, ndr). Alcuni dati e alcune vicende descritti nei miei libri precedenti chiaramente sono collegati ai fatti dell’ultimo testo, perché accaduti a Bagni di Lucca».
«Ho fatto tutto da solo e ho riscontrato che le prime ricerche fatte su questi avvenimenti, riportate negli archivi, contengono errori mai corretti». Per Monti il libro è uno strumento che aiuta a combattere l’ignoranza e l’indifferenza che regnano in tante persone. «Non dimentichiamo che si parla di crimini, orrori – ricorda -. L’ex Grande Albergo era svuotato di tutto e i prigionieri, tra i quali tanti bambini piccoli, erano tenuti al freddo, come bestie».
A giudizio dell’autore non fu un caso che il campo di raccolta provinciale degli ebrei fosse stato realizzato a Bagni di Lucca. «Al tempo -spiega infatti - nel capoluogo della Villa e a Ponte a Serraglio la maggior parte degli abitanti erano fascisti. Il territorio era fascista». Monti non crede che siano in tanti oggi a ricordare quei fatti e la lezione che dovrebbero insegnare. Anche per questo ha realizzato un video sul contenuto del libro che sarà proposto nelle scuole. E sullo stesso tema ha già cominciato a scrivere un altro testo. «La Memoria si sta perdendo, la situazione è peggiorata – conclude Monti -. La maggior parte delle persone non vuol conoscere il passato e continua ancora oggi a sbagliare. Anche noi italiani, lucchesi, siamo stati feroci perché quanto a violenza e razzismo ci siamo comportati come i nazisti, i principi erano gli stessi. E nel presente di oggi non vedo mancare germi di quel passato». —
Emanuela Ambrogi
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