Attenzione
L’Ordine chiede chiarimenti sul concorso per ufficio stampa
Nella selezione a evidenza pubblica tra i requisiti necessari per la partecipazione non c’è l’iscrizione all’albo dei giornalisti che viene ritenuta elemento essenziale
Luca Tronchetti
CAPANNORi. Una società “in house” – quindi di proprietà interamente pubblica e soggetta al controllo dei comuni soci – indice una selezione privatistica a evidenza pubblica per la formazione di graduatorie per addetto ufficio stampa e comunicazione e “dimentica” di inserire tra i requisiti per partecipare al concorso l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti siano essi pubblicisti o professionisti. Così la selezione viene vinta da un candidato non iscritto con il rischio che la sua attività possa configurarsi come esercizio abusivo della professione giornalistica.
Accade ad Ascit – azienda all’avanguardia nel settore che gestisce i servizi di igiene urbana nell’area lucchese per i Comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Porcari, Pescaglia e Villa Basilica e altri della Media Valle – che la scorsa settimana dovrebbe aver ricevuto una lettera da parte dell’Ordine in cui si chiedono chiarimenti sul bando di concorso e si paventa la richiesta di un annullamento dello stesso.
Della questione si dibatte da tempo e ci sono comuni – come ad esempio quello di Massa Marittima – che di recente per l’affidamento del delicato ruolo di addetto stampa hanno inserito tra i requisiti oltre all’iscrizione all’Ordine dei giornalisti anche la regolarità dell'aggiornamento professionale e inserendo nella commissione giudicatrice un iscritto all’Albo nazionale.
L’Ordine si batte da tempo affinché tra i requisiti richiesti per gli addetti stampa di enti pubblici e para pubblici sia obbligatoria l’iscrizione e il possesso almeno del diploma di scuola media di secondo grado. La domanda sorge spontanea: cosa sarebbe accaduto se in una selezione per geometri fosse stato inserito e avesse vinto un ragioniere? Apriti cielo e spalancati terra. Denunce ed esposti in procura come se piovesse. Ragion per cui non si capisce la discriminazione nei confronti di chi, bene o male, abbia effettuato un percorso nelle redazioni della carta stampata, delle tv, dell’on line e via discorrendo. L’addetto stampa degli enti pubblici o para pubblici deve essere un giornalista a tutti effetti (professionista o pubblicista che sia).
Ovviamente con compiti diversi, forse più politici, ma per due motivi: dare una maggiore garanzia ai cittadini, perché il giornalista è sottoposto a doveri deontologici, e dare una maggiore credibilità alle sue dichiarazioni. Senza dimenticarci l’aspetto occupazionale. Adesso la palla passa al nuovo presidente dell’Ascit in carica da pochi giorni. Un chiarimento con l’Ordine e un riconoscimento degli errori in modo da porvi rimedio spesso è il modo migliore per iniziare un nuovo percorso. —
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