Il Tirreno

Lucca

l’inchiesta 

Immagini pedopornografiche Denunciate 33 persone

Immagini pedopornografiche Denunciate 33 persone

2 MINUTI DI LETTURA





lucca. Immagini pedopornografiche. Ma non solo. Su quegli smartphone utilizzati da ragazzini minorenni c’erano anche immagini raccapriccianti, “pescate” dal dark web.

Mostrano scene di suicidi, torture, mutilazioni, squartamenti ma anche decapitazioni di persone e animali.

Immagini che venivano scambiate in vere e proprie “chat degli orrori” su Whatsapp e su Telegram. A far scattare l’inchiesta era stata una mamma versiliese che lo scorso anno aveva trovato sul cellulare del figlio quindicenne queste immagini e aveva sporto denuncia alla polizia postale.

Un’operazione che ha portato alla denuncia, nel corso dell’estate scorsa, di 20 minorenni e 13 maggiorenni, in concorso fra loro, per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e file “gore”, ovvero di immagini particolarmente cruente.

Gli investigatori hanno infatti identificato i soggetti che detenevano o scambiavano il materiale, condividendo l'inconfessabile segreto di provar gusto – in maniera più o meno consapevole – nell'osservare quelle immagini di violenze e crudeltà. L’operazione aveva previsto anche la perquisizione delle abitazioni dei ragazzini coinvolti, residenti nelle province di Lucca, Pisa, Cesena, Ferrara, Reggio Emilia, Ancona, Napoli, Milano, Pavia, Varese, Lecce, Roma, Potenza e Vicenza.

E in quell’occasione erano stati anche sequestrati smartphone e computer all’interno dei quali erano state trovate prove importanti.

L’indagine, denominata “Dangerous images”, era partita dalla procura dei minori di Firenze ma poco dopo emerse che erano coinvolte anche persone adulte. Per questo venne aperta un’altra inchiesta condotta dalla procura di Firenze. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze