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Furti in centro: le telecamere funzionano ma i ladri non se ne curano

Gianni Parrini
Furti in centro: le telecamere funzionano ma i ladri non se ne curano

Polizia al lavoro ma le immagini non consentono di identificare i responsabili. Confcommerico: una città buia e senza negozi è terreno fertile per i criminali

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Gianni Parrini

Lucca. «Le telecamere in piazza San Michele funzionano e hanno fornito elementi utili alle indagini». Il capo della Squadra mobile Silvia Cascino conferma che i furti avvenuti nelle ultime settimane in alcune attività del centro storico sono all’attenzione degli investigatori. Le telecamere di sorveglianza presenti nella zona (angolo via San Paolino, le due di palazzo Pretorio e altre) avrebbero ripreso movimenti sospetti attorno alle attività colpite (Tista, De Simoni, Lebovski, Ortofrutta, Peschino). Riscontri utili ma non sufficienti. Al meno per ora: «A volte le immagini non consentono di identificare i colpevoli – spiega la dirigente Cascino – In questo periodo le persone indossano la mascherina e questo complica il lavoro soprattutto se i soggetti portano anche cappucci e berretti. In più i furti in questione sono avvenuti di notte quando la resa delle telecamere è minore». Il ragionamento non fa una piega ma rimette in discussione la vulgata che fa degli “occhi elettronici” un presidio di sicurezza e un deterrente contro la criminalità. “Non ti curar di loro, ma ruba e scappa”: parafrasando Dante questo è il motto a cui si attengono i malviventi. E con profitto, pare.

Qualche commerciante chiede un maggior controllo “in diretta”, ma è una richiesta difficilmente realizzabile: le forze dell’ordine sono a corto di personale e non possono tenere un operatore davanti ai monitor 24 ore su 24 per creare una sorta di pre-crimine alla Minority Report. A Lucca ci sono circa 130 telecamere di sicurezza urbana disseminate sul territorio. Le immagini arrivano in diretta in questura, al comando della municipale e alla sala operativa dei carabinieri in Cortile degli svizzeri. Le registrazioni restano sui server per sette giorni, dopodiché – se non vengono acquisite a seguito di denunce o indagini su notizie di reato – si cancellano. La tecnologia potrebbe fornire un aiuto: allo studio ci sono sistemi di intelligenza artificiale in grado di leggere le immagini. Capiscono, ad esempio, se due persone si stanno picchiando o se stanno forzando una saracinesca (come avvenuto al Tista e al De Simoni). “Questi scenari da Black Mirror ci rovineranno”, commenta qualcuno. Ma sarebbe un modo per evitare che di notte il “salotto buono” di Lucca diventi una terra di nessuno in mano ai delinquenti. Intanto a novembre, dopo un percorso autorizzativo lungo e tortuoso, è arrivato il via libera della Soprintendenza all’installazione di una nuova telecamera all’incrocio tra via Calderia e piazza San Michele: il dispositivo sarà montato nelle prossime settimane.

Intanto Confcommercio esprime la propria vicinanza alle attività colpite dai ladri. «In un momento storico come questo, drammaticamente senza precedenti per le imprese, si tratta di una ulteriore ferita che fa ancora più male». «Purtroppo – sottolinea Confcommercio – questi episodi non fanno altro che confermare quanto la nostra associazione sostiene da anni: una città priva di luci, con le saracinesche abbassate diventa automaticamente una città vuota e buia, terreno fertile per atti criminosi, soprattutto in inverno. La chiusura dei locali dalle 18 in poi e il coprifuoco – termina la nota – hanno reso da tempo spettrali città e paesi. E fra le tante conseguenze di queste misure ci sono anche quelle di avere territori a rischio sicurezza». —

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