Il Tirreno

Lucca

«Carissimi genitori, avrei tante cose da dire riguardo alla mia vita»

«Carissimi genitori, avrei tante cose da dire riguardo alla mia vita»

Angelo Del Bianco aveva 22 anni quando l’8 settembre ’43 aviere a Gorizia finì prigioniero dei tedeschi a Bad Sulza

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Conserva gelosamente quelle lettere scritte dal padre che all’epoca aveva 22 anni durante la sua lunga prigionia (14 mesi) in un campo di lavoro a Bad Sulza, nella città di Suhl della Turingia cento chilometri da Berlino. Giovanni Del Bianco – ogni anno in occasione della Giorno della Memoria che ricorda le vittime dell’Olocausto – tira fuori dall’album dei ricordi le lettere dalla prigionia che spediva il padre Angelo (nato nel 1922 e morto nel 2002). Aviere al IV stormo motorizzato di stanza a Gorizia venne catturato dai tedeschi insieme ad altri militari del suo reparto l’8 settembre del 1943 e deportato in un campo di lavoro in Germania. Un’esperienza terribile che ne segnò l’esistenza. Doveva lavorare 14 ore al giorno senza sosta con una breve interruzione per il pasto. «Nella lettera scritta a matita perché non aveva l’inchiostro per la penna - dice il figlio Giovanni che vive a San Lorenzo a Vaccoli - non poteva raccontare le angherie e le vessazioni subite. C’era un controllo preventivo da parte degli ufficiale addetti ai prigionieri di guerra. Se voleva tenere i contatti con i suoi genitori doveva contenersi».

Ecco un passaggio di una lettera alla famiglia Del Bianco datato 17 luglio 1944: «Miei carissimi genitori. Con tanto piacere rivengo a darvi mie notizie. Spero che vi troverete in buona salute, così per il momento passa di me. Ci avrei tante cose da dirvi riguardo alla mia vita, ma non posso...Insomma ora debbo lavorare 14 ore al giornaliere e non passano tanto bene. Ma sono contento assai perché ho avuto il miglioramento del rancio, ma tempo indietro mi vedevo proprio..mamma mia. Ora non vi parlo più di questa vita che sto attraversando. E penso quando ero insieme a voi tutti quanto facevate per me. Ora stando così lontano da voi senza notizie, sapendo anche che avrete attraversato dei momenti molto critici. Sempre coraggio che il buon Dio penserà lui a dare a tutti ciò che ci meritiamo. Tanti miei amici hanno ricevuto posta dai loro cari che dicono che hanno visto la Madonna in sogno e ha detto che presto finirà la guerra. Non vedo il momento di potervi riabbracciare tutte. Mi sembrano dieci secoli. Guardate di scrivermi e di farmi sapere qualcosa anche degli amici». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web