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Brennero, tempi lunghi per la riapertura: «Ma ora cominciate a spendere i soldi»

Luigi Spinosi
Brennero, tempi lunghi per la riapertura: «Ma ora cominciate a spendere i soldi»

Il sindaco di Borgo a Mozzano chiede di sbloccare i sei milioni di euro stanziati da Anas per il tratto tra Anchiano e Chifenti

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BORGO A MOZZANO. La via del Brennero resta chiusa, e ancora non è dato di sapere per quanto. Ma l’impressione è che una volta liberata la strada, e messo in sicurezza quel tratto del versante, sarà solo questione di tempo prima di riveder rispuntare nuove transenne per nuovi problemi. Del resto se l’enorme smottamento che ha investito la via nel tratto fra il Ponte del Diavolo e Fontana di Chifenti non ha travolto nessuno è proprio perché la strada era già chiusa, per un intervento su un’altra frana. Insomma, ormai non si può nemmeno più parlare di emergenza, quanto piuttosto di “costante”: ogni volta che piove un po’ più del solito (e negli ultimi anni succede sempre più spesso) qualcosa vien giù. O dal versante che sovrasta la statale, o la statale stessa verso il Serchio. I semafori dei sensi unici alternati, le pareti in geoblock e le reti di contenimento ai lati della strada, la carreggiata affossata in più punti sono una costante in questo tratto del Brennero, lì a dimostrare una fragilità del territorio di cui a farne le spese sono soprattutto la strada stessa e chi la utilizza (con tutti i pericoli che questo comporta).

Finora la strategia adottata è stata quella di intervenire di volta in volta là dove si presentavano i problemi, ma è chiaro che curare gli effetti senza intervenire sulla malattia non è una strategia efficiente. Qui occorre prevenire, e per farlo serve un intervento sull’assetto idrogeologico della Valle. E no, non sarà un’impresa facile. E soprattutto non sarà un’impresa economica. Ma certo non è meno costoso intervenire ogni volta che il versante cede. Tanto più che i soldi per fare quell’intervento ci sarebbero già. Anas lo aveva annunciato appena pochi mesi fa alle amministrazioni di Borgo a Mozzano e di Bagni di Lucca. Solo che se non vengono spesi...

È proprio quest’aspetto che sta facendo perdere la pazienza al sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti, sul cui territorio insiste il tratto più a rischio del Brennero: «Ci sono già sei milioni euro, stanziati da Anas per la messa in sicurezza di tutto il versante nel tratto compreso tra Chifenti e Anchiano (quello visibilmente più pericoloso ndr), ed è ora che quei soldi vengano utilizzati. Nel consiglio comunale di giovedì chiederemo a tutti gli enti, Stato, Regione, Anas, che si accelerino i tempi dell’intervento».

Sono gli italici tempi della burocrazia, solo che la collina di quei tempi se ne frega, e continua a venire giù. Come fatto domenica, con una frana che ha messo a rischio anche la tenuta di un traliccio dell’alta tensione di Terna (e non di Enel come indicato inizialmente), che adesso sovrasta in modo preoccupante la zona. «Attualmente – riprende Andreucceti – lo smottamento sembra essersi stabilizzato, mentre sono stati messi i geoblock, per chiudere l’accesso in attesa che inizino i lavori di ripristino».

Il tutto in attesa di quei milioni di Anas per rendere il Brennero sicuro. Ma c’è anche chi pensa a strategie alternative, ed è il Comune di Bagni di Lucca, con il sindaco Paolo Michelini che ha chiesto un incontro congiunto con i vari sindaci della zona, con la Provincia e con il presidente della Regione Eugenio Giani. Da Michelini arriva la proposta di fare un nuovo collegamento tra la località Fornoli e l’alternativa del Brennero, ossia la provinciale Ludovica all’altezza di Piano della Rocca. Della serie, se il Brennero continua a bloccarsi un giorno sì e l’altro pure, cerchiamo un’altra strada. Certo, ci sarebbe l’alternativa del Ponte di Calavorno, ma, dice Michelini, «non garantisce la sicurezza della circolazione, tenendo conto anche del traffico pesante». Da qui la proposta di Bagni.


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