La protesta
Al volante senza assicurazione: «Non la posso pagare»
In poche ore ad Altopascio i vigili urbani hanno fermato cinque automobilisti senza polizza: fra loro anche il titolare di un ristorante
ALTOPASCIO. Un segnale inquietante. Doppiamente inquietante, che arriva da un per certi versi banale posto di blocco. Il segnale è contenuto in poche righe di comunicato stampa: nel fine settimana la polizia municipale di Altopascio ha accertato diverse infrazioni al codice della strada, e tra queste la scoperta di cinque auto prive di assicurazione e altre che non avevano passato la revisione. E quel “cinque” in questo caso non è, contrariamente a quanto possa sembrare un numero piccolo, visto che fino a non molto tempo fa cinque auto senza assicurazione le si potevano trovare nell’arco di un anno. Qui è avvenuto nel giro di un fine settimana, anzi, peggio, «nel giro di poche ore», come spiega il comandante della polizia municipale di Altopascio Italo Pellegrini.
Solo questo fa capire quanto questo comportamento, che oltre a una pesante multa comporta il sequestro del veicolo, sia sempre più diffuso. Un comportamento pericoloso per tutte le conseguenza che ne possono seguire in caso di incidente. Ma anche un comportamento che rappresenta un sintomo, ed è proprio il nocciolo (allarmante) della questione: sempre più persone hanno difficoltà a pagare le polizze, ma, non potendo lo stesso fermarsi, scelgono di correre il rischio, e viaggiare senza assicurazione. E non stiamo parlando di un fenomeno marginale, relativo a quelle che nell’immaginario collettivo associamo alle classi sociali più deboli. Anche perché ormai il concetto di “classe sociale più debole”, si è decisamente ampliato, comprendendo anche chi fino a pochi mesi fa non avrebbe mai pensato di rientrarvi.
«Gli automobilisti che abbiamo trovato senza assicurazione – riprende il comandante della municipale – non erano, per fare un esempio, cittadini extracomunitari, come era capitato in passato. In questo quelli che abbiamo trovato senza assicurazione erano cittadini italiani consapevoli di quel che stavano facendo (insomma, non si erano dimenticati di pagare la polizza ndr). Hanno ammesso loro stessi di viaggiare senza assicurazione semplicemente perché non avevano i soldi per pagarla».
Anche qui si può leggere un altro effetto della pandemia sulla nostra società. Magari non tutti, ma probabilmente la maggior parte di quei cinque, senza questo maledetto virus, l’assicurazione l’avrebbero pagata (così come molti di quelli beccati senza, avrebbero fatto la revisione). Lo dimostra la storia di uno dei cinque fermati: il titolare di un ristorante (una delle attività più massacrate dalle chiusure), che ha ammesso di non avere la possibilità di pagare la polizza, ma comunque costretto a usare l’auto per potersi spostare da casa al suo locale durante i (ridotti) orari di apertura.
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