Gioco
Il sindaco: «L’economista sbaglia» E condanna chi offende dai social
Friedman e le parole sessiste su Melania Trump, un caso mondiale La diatriba si sposta sulla scena lucchese e diventa politica
botta e risposta
Il motivo scatenante sono le parole sessiste usate in diretta tv (sulla Rai) dall’economista Alan Friedman nei confronti di Melania Trump: la «escort» di Donald, ex presidente degli Stati Uniti. In un video su Facebook, Andrea Colombini, direttore del Puccini e la sua Lucca Festival, sostenitore del trumpismo e critico verso l’amministrazione comunale guidata da Alessandro Tambellini, chiamain causa il sindaco: «Prendi le distanze da Friedman o sei d’accordo con lui».
Tambellini non esita, prende la parola e risponde, prima sulla questione sessismo poi contro chi (come Colombini?) usa i social per denigrare chi non la pensa come lui. Un bel botta e risposta.
«La definizione usata nei confronti di Melania Trump dal giornalista Alan Friedman su Rai Uno è inaccettabile - comincia l’intervento del sindaco -, come è grave che nessuno dei presenti alla trasmissione sia intervenuto immediatamente per rilevare il fatto e per prenderne le distanze. Friedman ha compreso molto bene, immediatamente, il suo errore e sono contento che si sia prontamente e pubblicamente scusato dell'accaduto».
«Voglio altresì far notare - continua il primo cittadino -, comunque, che locali capipopolo (oggi si chiamano influencer?) molto vicini alla politica dell'ex presidente Trump (e siamo felici della particella “ex”) o ad altre azzardate teorie politiche, sono ben lontani dall'essersi scusati di parole aggressive e pesantemente offensive contro le donne e altre categorie sociali, definizioni che si possono ancora evincere dalle registrazioni dei comizi Facebook di cui recentemente mi è stata inoltrata una sintesi scritta».
«Dai pulpiti oggi di moda (i cosiddetti social) - conclude Tambellini - dovrebbero essere pronunciate sempre parole prudenti che invitano alla ragionevolezza e al tentativo di composizione dei dissidi e non parole che invece spingono alla rabbia, alla contrapposizione sociale e politica, a mio parere in modo pericoloso come hanno dimostrato numerosi fatti anche recenti». —
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