Il Tirreno

Lucca

I dubbi di Ragghianti «Un errore esternalizzare»

I dubbi di Ragghianti «Un errore esternalizzare»

L’assessore interviene sulla situazione della Biblioteca a rischio chiusura  «Con i prossimi bandi Vivi Lucca incentiveremo le attività di collaborazione»

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lucca. «Vogliamo incentivare le attività in collaborazione con archivi, biblioteche e musei con i prossimi bandi Vivi Lucca». A dirlo è l’assessore alla Cultura e al Turismo, Stefano Ragghianti in riferimento alla situazione di difficoltà in cui si trova la Biblioteca statale di Lucca costretta a fare i conti con la mancanza di personale e con le conseguenze che ne derivano. «Quando ho ricevuto la telefonata che mi annunciava il rischio della chiusura della Biblioteca statale, stavo esaminando le proposte sulla cultura e il turismo contenute nella bozza del piano Nexgeneration Italia redatto dal governo e non ho potuto fare a meno di notare lo stridore fra le parole altisonanti come “Caput mundi” e “percorsi nella Storia”, “sinergie innovative del patrimonio” e i problemi che affliggono quotidianamente le nostre strutture museali e culturali – dice Ragghianti – i musei nazionali di Lucca, per fare un esempio, sono afflitti da molti anni dalla mancanza di personale per cui per lunghi periodi sono rimasti chiusi nei giorni festivi e solo grazie a contributi mirati della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca anche lo scorso anno è stato possibile prolungare gli orari di apertura. Sono felice di sapere che i rischi di chiusura della Biblioteca statale sono stati superati». Secondo Ragghianti però c’è bisogno di un «piano strutturale di investimenti sulle nostre istituzioni della cultura» in riferimento ai tagli che in questi ultimi decenni sono stati fatti a discapito delle istituzioni culturali, soprattutto a quelle periferiche. «Se penso ai nostri musei nazionali, Archivio di Stato e Biblioteca statale non vedo delle istituzioni polverose – spiega – ma i tre principali custodi del patrimonio storico artistico e archivistico di uno degli stati preunitari italiani, la Repubblica di Lucca, che per quasi 700 anni ha scritto autonomamente la storia di questa parte di Toscana. Luoghi ben conosciuti e frequentati da studiosi di tutto il mondo. Articolazioni del nostro Ministero dei Beni Culturali irrinunciabili. Per questo credo che come primo impegno nazionale dovremmo arrivare a garantire la continuità di funzionamento di queste strutture con il ricambio del personale, con concorsi temporalmente regolari, che consentano così di integrare le professionalità mancanti ed evitare che i laureati e gli specializzati, su cui investiamo risorse immani, disperdano le loro competenze in altri settori o debbano recarsi all’estero». Qui secondo Ragghianti si apre un altro capitolo che lui stesso definisce doloroso. «C’è la tendenza ormai divenuta regola per le amministrazioni pubbliche di esternalizzare molti servizi – dice – compresi quelli culturali, utilizzando aziende private che mettono a disposizione lavoratori, ma non sempre professionalità. Siamo sicuri che questo modo di gestire archivi, biblioteche e musei (penso anche ai nostri comunali) sia quello che produce risparmi virtuosi sui bilanci all’amministrazione pubblica? Credo proprio di no, soprattutto perché alimenta una precarietà su interi settori di lavoratori. Una precarietà che non è temporanea, ma tende ormai a diventare cronica e a durare tutta la vita». Il Comune, dal canto suo, intende sostenere l’attività degli istituti culturali del Ministero dei Beni Culturali presenti sul territorio: «Proseguiremo e potenzieremo le attività di promozione, cercheremo bandi e fondi nazionali ed europei. E penso – conclude – che potremo inserire nei regolamenti dei prossimi bandi Vivi Lucca l’attribuzione di un punteggio maggiore per quelle iniziative che coinvolgeranno nei loro eventi collaborazioni con Biblioteca statale, Archivio di Stato e musei nazionali di Lucca». —

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