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il tribunale federale 

Doping nel ciclismo, inibito per quattro anni il dottor Daniele Tarsi

Doping nel ciclismo, inibito per quattro anni il dottor Daniele Tarsi

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lucca. Quattro anni di inibizione per il dottor Daniele Tarsi, 64 anni, coinvolto nell’inchiesta antidoping della procura di Lucca scaturita dalla tragica morte del ciclista Linas Rumsas.

A irrogare la sanzione è stato il Tribunale nazionale antidoping del Coni che, a seguito del procedimento disciplinare, ha deciso di inibire Tarsi dal 14 gennaio 2021 al 13 gennaio 2025.

Tarsi, medico sportivo originario di Castiglione della Pescaia e, in passato, collaboratore di importanti squadre di ciclismo professionistico, non è un tesserato della Federazione e, quindi, per lui la sanzione prevede che non possa essere tesserato nel periodo di inibizione.

Il provvedimento del tribunale antidoping ha escluso l’accusa di aver direttamente somministrato sostanze proibite agli atleti, mentre ha riconosciuto Tarsi responsabile di “complicità intenzionale” e di non aver collaborato (né denunciato) con gli organi federali antidoping.

Il nome di Tarsi (all’epoca medico sociale dello Spezia calcio) emerse nel febbraio 2018 all’interno dell’inchiesta del sostituto procuratore Salvatore Giannino per la morte del 21enne corridore della Altopack, squadra condotta dalla famiglia Franceschi. L’operazione della polizia giudiziaria portò agli arresti di cinque persone. Già a luglio scorso il tribunale antidoping aveva comminato altre pesanti sanzioni a varie persone coinvolte nell’indagine. —

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