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Campo di Marte, la Cgil lancia l'allarme: "Servono assunzioni e l'adeguamento sismico"

Campo di Marte, la Cgil lancia l'allarme: "Servono assunzioni e l'adeguamento sismico"

La Cigl di Lucca interviene dopo gli interventi di riqualificazione effettuati all'interno dell'ex ospedale: "C'è bisogno anche di macchinari per la diagnostica"

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LUCCA. Una grande opportunità per il territorio lucchese. Così la Cgil di Lucca definisce gli interventi di riqualificazione effettuati all’interno dell’ex ospedale Campo di Marte. Un’opportunità che però, secondo il sindacato, passa dalle dovute condizioni, necessarie sia per il suo corretto funzionamento durante questa fase di pandemia da coronavirus, sia per la sua messa a norma in futuro.

«Gli investimenti realizzati fino a ora hanno avuto lo scopo di trasformare la struttura in un baluardo contro l’emergenza pandemica – dichiarano dalla Cgil – con al suo interno duecento posti Covid, di cui dodici di terapia intensiva. Questo ben si sposa anche con la lezione impartitaci dalla pandemia, cioè che il servizio sanitario pubblico e ben dislocato sul territorio deve tornare una priorità dopo anni di tagli scellerati. Inoltre il recupero di una struttura come quella del vecchio ospedale - continuano - non può che essere una buona notizia per la comunità lucchese e non solo, visto anche che il centro opera a livello regionale».

Ma nonostante queste ottime premesse, secondo la Cgil di Lucca il Campo di Marte potrà essere una grande opportunità solo nella misura in cui verranno effettuati gli interventi necessari. «Una volta terminata l’attuale emergenza, il nuovo padiglione Covid avrà bisogno di lavori di ristrutturazione per rendere la struttura antisismica e adeguatamente agibile, in modo da essere conforme alle norme vigenti al di fuori dallo stato di emergenza – aggiungono dal sindacato – è inoltre opportuno preoccuparsi della sua corretta operatività in questo momento di crisi». Perché per essere operativo non si può certamente fare a meno del personale medico e sanitario che secondo la Cgil dovrà essere aggiuntivo. «Sono urgentemente necessarie nuove assunzioni di personale, sia infermieri che dottori, che possano occuparsi di questi 200 posti letto – sottolineano – non è infatti pensabile di poter proseguire come è stato fatto fino a ora, coprendo la necessità di personale medico e infermieristico con la richiesta di ore aggiuntive ai lavoratori della sanità, già allo stremo con i loro regolari turni».

Ma il sindacato insiste anche su un terzo punto che è quello delle dotazioni e dei macchinari.

«Riteniamo che oltre alle adeguate assunzioni e all’adeguamento strutturale vi sia un terzo punto necessario per garantire la corretta operatività del Campo di Marte – dicono – cioè la dotazione della strumentazione necessaria. Servono macchinari per la diagnostica in loco, per non costringere i pazienti che hanno bisogno di esami specifici a essere trasportati fino al San Luca per effettuarli. Come Cgil sentiamo l’importanza che questo progetto può assumere, ma siamo anche consapevoli di come una gestione inconsulta degli interventi potrebbe trasformarlo in un peso per il territorio, eventualmente favorendo l’ingresso di attori del settore privato che andrebbero a indebolire ulteriormente il sistema sanitario pubblico».

La Cgil è quindi intenzionata ad aprire un confronto sul futuro del Campo di Marte con le parti coinvolte nel progetto: l’assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini, la direttrice dall’Asl Toscana Nord-Ovest Maria Letizia Casani e il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini. —

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