Attenzione
La storia: una medicina chiamata amicizia
Capannori. Ci sono persone che riescono a guarirne altre, senza essere medici, semplicemente con la loro vicinanza. E non stiamo parlando di santoni o taumaturghi, ma di persone normali, che con il gesto più semplice, quello dello stare vicini, riescono a favorire la salute anche fisica degli altri. È il caso di quanto accaduto a Enrico, di Badia di Cantignano, che vuole fare un ringraziamento a una persona che per lui si è rivelata speciale in un momento molto difficile. Enrico non vuole nemmeno comparire («Non è di me che voglio parlare, non sono io quello importante in questa storia») proprio perché quello che vuole mettere in luce è il gesto del suo amico, il noto commerciante lucchese Umberto Tenucci.
«Due anni fa ebbi un grave incidente che mi ha portato vicino alla morte – racconta Enrico – e dal quale sono uscito, oltre che per le cure dei medici, anche perché in questo periodo ho potuto contare sulla figura di Umberto. Mi è sempre stato vicino, più di un fratello, ogni giorno, in ogni luogo in cui sono stato ricoverato, in mezzo alle sofferenze e allo sconforto, preoccupandosi della mia salute, confortando la mia meravigliosa figlia Elena. E questo per me ha voluto dire tanto e per questo lo voglio ringraziare». Una testimonianza che vuole non solo rendere merito a chi si è speso in quest’occasione, ma che vuole rappresentare un messaggio per tutti, un invito a stare vicino a chi, per un motivo o per l’altro, vive una situazione difficile. A volte anche solo far sentire che non si è soli può aiutare. —
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