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L’industria chiede liquidità e infrastrutture

L’industria chiede liquidità e infrastrutture

La “ricognizione” di palazzo Bernardini per i fabbisogni del territorio: assi viari, raddoppio ferroviario e impianti per i rifiuti

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lucca. Infrastrutture e soldi, soldi e infrastrutture. Ruotano intorno a questi due punti fissi le richieste che Confindustria Toscana Nord avanza alla classe politica locale e nazionale in vista della pioggia di soldi che arriverà dall’Europa con il Recovery plan.

«Abbiamo le idee estremamente chiare su quello che occorre alle imprese e al Paese per superare il tunnel della pandemia - spiega il presidente Gulio Grossi -: idee su temi generali e trasversali, sulla dimensione regionale e locale, su quello che le imprese stesse devono fare ma che spesso non possono realizzare per mancanza di attenzione da parte della politica. La ricognizione che abbiamo effettuato è un primo passaggio a cui segue una seconda fase, che è ancora in corso e che consiste nell'individuare, per ciascuno dei temi evidenziati, uno o più percorsi potenzialmente in grado di portare a risposte concrete. Alcuni di questi temi infatti possono trovare accoglimento nel processo di implementazione del Recovery plan; altri potranno auspicabilmente essere tenuti in conto dalla Regione Toscana ai fini dei bandi per la fruizione dei fondi strutturali europei; altri ancora dipendono dal legislatore italiano in rapporto alle risorse e alle politiche nazionali; alcuni hanno potenzialmente più strade». Primi interlocutori, per il livello saranno i parlamentari del territorio: « A loro chiederemo di farsi carico dei problemi così come agli organi della Regione Toscana, da poco costituiti, chiediamo un colpo d'ala. Problemi come quello, incancrenito, di una adeguata dotazione impiantistica regionale per lo smaltimento dei rifiuti, inclusi quelli degli inerti provenienti dall'edilizia, vanno affrontati e risolti, senza ulteriori indugi di cui le imprese sono giustamente stanche. A livello nazionale, occorre prendere atto che il prolungamento della situazione emergenziale rende indispensabile estendere la cassa integrazione straordinaria Covid almeno fino alla fine di luglio e prevedere per tutto l'anno il credito d'imposta per le spese sostenute dalle imprese per sanificazione e dispositivi di sicurezza. Il superbonus 110% deve essere esteso almeno fino a tutto il 2023, in modo da poter dispiegare tutti i suoi potenziali effetti positivi. Grave poi che si continui a ostinarsi sulla Plastic Tax, dopo che proprio la pandemia ha evidenziato cosa significhi la plastica anche per la sicurezza e la salute di noi tutti».

Nel documento si insiste molto anche sul capitolo infrastrutture, trasversali al territorio come il raddoppio della linea ferroviaria Firenze-Viareggio anche oltre il già quasi ultimato intervento fino a Montecatini: «Ma poi - continua Grossi - ci sono anche gli interventi locali. Gli assi viari di Lucca attendono l'ultimo decisivo impulso politico per essere realizzati, mentre l'asse di penetrazione al porto di Viareggio - altra opera essenziale, così come il dragaggio del porto stesso, soggetto a insabbiamenti - è ancora nella fase precedente alla stipula dell'accordo di programma per l'esecuzione dello studio di fattibilità».

Non sfugge, ovviamente, ai vertici di Confindustria, il particolare momento politico. «Noi non siamo stati teneri con questo governo - conclude il presidente Grossi - ma devo dire che la crisi non riusciamo a capirla. In questo momento i nostri parlamentari dovrebbero lavorare per i territori e invece sono impegnati a risolvere la crisi». —

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