Il dolore
Cosa aspettarsi per il futuro
L’analisi degli scenari futuri in un rapporto sul terzo trimestre di Confindustria. Il cartario ha tenuto ma il futuro resta incerto
LUCCA. Quanto peserà “l’effetto Covid” sui bilanci 2020 delle aziende? È questa la domanda che con malcelato timore viene da porsi vedendo i risultati del 2019. Una prima risposta su cosa bisognerà aspettarsi arriva dal rapporto sulla congiuntura economica del terzo trimestre 2020 elaborata da Confindustria Toscana nord. « Lucca si caratterizza innanzitutto per la minor flessione nel secondo trimestre – si legge nel rapporto – consentita dalla presenza maggiore di attività rimaste aperte (ad esempio le cartiere, ndr) nel periodo peggiore della pandemia. Il recupero non eclatante nel terzo trimestre va forse spiegato tenendo conto che con il passare del tempo iniziano a farsi sentire soprattutto gli effetti pervasivi e globali della crisi, effetti probabilmente destinati a non esaurirsi nel breve termine».
Si passa poi a un’analisi più dettagliata della nostra provincia: «Anche nel terzo trimestre il territorio lucchese si distingue in positivo (...). La flessione tendenziale della produzione si è fermata a -4,4% nel trimestre ma, soprattutto, risulta limitato il distacco fra il livello raggiunto nel trimestre e il massimo dell’anno precedente (-5,9%). Si tratta di una flessione pari a circa la metà rispetto alla media dell’area (-11,0%). Ancora più dei livelli produttivi, è stata importante la risalita del portafoglio ordini, soprattutto dall’estero. Questi ultimi nel terzo trimestre sono risaliti fino ad un livello pari ad appena il 2,7% in meno rispetto al 2019. Anche il quadro delle previsioni è positivo. Prevalgono gli ottimisti sull’andamento dei livelli produttivi nell’ultima parte dell’anno e anche la domanda, interna ed estera, è vista in crescita nel quarto trimestre». Lucca, dunque, pare aver tenuto botta alla crisi meglio di altre realtà. Ma l’incertezza per il futuro investe soprattutto il settore delle cartiere che hanno visto un andamento altalenante durante l’anno. «Dopo un primo trimestre di crescita, in decisa controtendenza rispetto alle altre attività manifatturiere, il settore della carta-cartotecnica ha registrato una caduta significativa nel secondo trimestre per riprendere poco nel terzo. L’andamento non del tutto soddisfacente è legato ad una frenata consistente degli ordini interni nel secondo trimestre, cui ha fatto seguito una normalizzazione nel terzo, e un peggioramento degli ordini esteri. In definitiva – conclude il rapporto – la flessione dei livelli produttivi resta contenuta e si è fermata a -5% tendenziale. Il quadro delle previsioni non è tuttavia ottimistico, con un pareggio sostanziale fra ottimisti e pessimisti sia per quanto riguarda il possibile andamento dei livelli produttivi nell’ultima parte dell’anno che riguardo alla possibile evoluzione della domanda». —
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