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Biblioteca da salvare, la petizione va oltre i confini nazionali: raccolte 6mila firme

Biblioteca da salvare, la petizione va oltre i confini nazionali: raccolte 6mila firme

Grande mobilitazione per scongiurare la chiusura della struttura. L'associazione Lucchesi nel Mondo: «Manderemo una newsletter a chi sta all’estero» 

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LUCCA. Circa seimila firme raccolte in meno di una settimana per salvare la Biblioteca statale di Lucca, che dal 1° aprile rischia di chiudere a causa della mancanza di personale. L’iniziativa, lanciata dall’associazione Amici del Machiavelli, sta riscuotendo un notevole successo non solo in città. Ma anzi, grazie alla cassa di risonanza dei social network e del web, la sottoscrizione ha superato ha superato addirittura i confini nazionali.

A firmare infatti, sono state sì persone da tutta Italia ma anche residenti in Scozia, a New York e in Canada. L’obiettivo della petizione è quello di scongiurare la chiusura della biblioteca al cui interno sono conservate opere uniche, dal Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen, all’edizione di Lucca dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, alle lettere di Puccini. E per salvare quello che è un tesoro per la città, fra gli altri si è mobilitata anche l’associazione “Lucchesi nel Mondo”. «Già da qualche tempo avevo avuto modo di conoscere la difficile situazione in cui stava versando la Biblioteca Statale di Lucca – dichiara la presidente Ilaria Del Bianco – se quest’ultimo periodo, così difficile per il lockdow, il successivo distanziamento fisico, la chiusura di teatri, musei e luoghi dell’arte, ci dovrebbe aver insegnato qualcosa è quanto questi luoghi siano fondamentali per la vita e la crescita delle persone. Le biblioteche sono luogo di conservazione non solo di libri - continua - ma anche, e soprattutto, delle memorie che questi custodiscono, testimonianze perenni della nostra storia e di quegli elementi culturali su cui si fonda la nostra identità collettiva. La Biblioteca statale di Lucca è uno dei più preziosi patrimoni della nostra città non solo per l’unicità della collezione che custodisce e rende fruibile al pubblico dal 1794, ma anche come luogo di studio, confronto, aggregazione, scambio di idee, conoscenza». Del Bianco racconta anche di aver frequentato spesso la biblioteca e di aver trascorso lì «pomeriggi nel silenzio e nella suggestiva atmosfera di quelle stanze».

«Inoltre – prosegue – non è meno rilevante il ruolo che una biblioteca svolge per l’accesso paritario alla cultura e all’informazione, egualmente importante ieri come oggi nonostante l’uso sempre più ampio dei sistemi multimediali. Anzi, proprio il “dilagare” delle informazioni veicolate tramite social, blog e altro, rende ancor più necessario coinvolgere le giovani generazioni in percorsi che offrano loro occasioni per acquisire quegli strumenti che li rendano capaci di valutare e contestualizzare le informazioni. Per distinguere i fatti dalle tante, fuorvianti fake news che sempre più imperversano. La triste vicenda che ha oggi per protagonista la nostra Biblioteca mi sta molto a cuore tanto più come rappresentante dell’associazione Lucchesi nel Mondo, un’istituzione che fin dalla sua fondazione, nello svolgere il ruolo di valorizzazione della nostra identità all’estero, conseguentemente si pone a tutela di quel patrimonio di eccellenze che della nostra identità è fondamento». Per questo motivo, precisa Del Bianco, i “Lucchesi nel Mondo” si sono attivati per far circolare anche nelle loro sedi nel mondo la petizione lanciata dagli Amici del Machiavelli. «Sono già stati numerosissimi i lucchesi residenti all’estero che l’hanno sottoscritta – dice – e molti altri certamente si aggiungeranno nei prossimi giorni, quando invieremo una speciale newsletter in proposito. Mi auguro che gli sforzi avviati in questi giorni dai soggetti istituzionali e dai rappresentanti degli enti preposti raggiungano l’obiettivo di evitare la chiusura della nostra biblioteca e, a nome mio personale e di tutta l’associazione, mi metto a disposizione per offrire ogni aiuto possibile in questo senso».

E il sostegno è arrivato anche dalla capogruppo in Consiglio regionale della Lega, Elisa Montemagni: «Sarebbe davvero un errore imperdonabile se la città venisse privata di un preciso e qualificato punto di riferimento intellettuale. Abbiamo deciso di redigere una mozione in cui chiediamo alla Giunta regionale di interloquire col Ministero dei Beni e Attività culturali, per trovare una rapida soluzione implementando il numero degli addetti». –

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