Italia
I fiori di Lorenzo simbolo di una rinascita
A Montecarlo le serre del giovane imprenditore che ha deciso, come molti coetanei, di riscoprire il valore dell’agricoltura
MONTECARLO. La riscoperta delle proprie radici, ma con uno sguardo proiettato al futuro, come può essere quello di una nuova generazione che si avventura (e con successo) nel lavoro delle generazioni passate.
Le serre di Lorenzo Franceschini profumano di crisantemi, leucadendri e “fiori di cera”. Lorenzo da ragazzo, in estate, dava una mano nelle aziende agricole dei parenti, a Montecarlo. Dopo le superiori si è iscritto alla facoltà di agraria, ma si è accorto che «la pratica era più interessante della teoria». Così è tornato nella campagna lucchese, ha rilevato serre già esistenti, le ha innovate, trasformando il vecchio riscaldamento a gasolio in un moderno impianto ecologico a biomasse, e ha aperto un'impresa floricola per conto proprio, vincendo un bando europeo per agricoltori under 35.
Franceschini è uno dei tanti giovani toscani soci delle coop di Fedagripesca Confcooperative Toscana che hanno scelto di “sporcarsi le mani” con la terra e lavorare in mezzo alla natura, avviando attività, nuove o ereditate, nei settori dell'agricoltura, dell'allevamento, del vivaismo, dell'ittica.
Dopo anni, le campagne toscane si stanno ripopolando di giovani imprenditori. La pandemia ha fatto riscoprire la natura e i campi attirano sempre più gli under 35 che portano nelle aziende un'impronta innovativa, green, social. Sconsigliato però improvvisare.
«Non è semplice – afferma Franceschini – a questo mondo si stanno affacciando tante realtà nuove, ma per intraprendere questa strada bisogna essere sicuri di quello che si fa, non è un salto nel buio: servono programmazione, preparazione, un progetto solido. Serve un baglio tecnico da aggiungere alla forza di volontà». —
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