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Lucca

carabinieri forestali 

Con le armi nell’area protetta Denunciato un imprenditore

Con le armi nell’area protetta Denunciato un imprenditore

Nella perquisizione dell’auto sono stati trovati anche dei coltelli e una mannaia A casa aveva munizioni non custodite e accessibili al figlio minorenne

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Sillano giuncugnano. La passione per la caccia rischia di costare parecchio cara a un imprenditore residente in Alta Garfagnana.

L’uomo, infatti, è stato sorpreso dai carabinieri forestali di Camporgiano mentre stava introducendo armi e munizioni all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ossia in un’area protetta, dove la caccia è vietatissima. E già lì, eran dolori. Ma il peggio doveva ancora venire.

L’uomo era stato trovato in flagranza di reato e, per questo, è potuta scattare anche la perquisizione della sua auto. All’interno della vettura i militari hanno scoperto sei coltelli e una mannaia, probabilmente da utilizzare sull’eventuale selvaggina catturata. A quel punto i controlli si sono estesi, e la perquisizione si è estesa anche alla sua abitazione. Qui l’uomo custodiva parecchi fucili regolarmente denunciati, ma i militari hanno scoperto la presenza di munizionamento che era custodito in modo non regolare, e che sarebbe stato facilmente accessibile anche al figlio, minorenne, dell’uomo.

Alla fine all’imprenditore, che è stato denunciato a piede libero alla Procura di Lucca, sono stati sequestrati il fucile e circa 150 munizioni di vario calibro. Inoltre sono stati ritirati il porto d’armi e tutte le altre armi possedute dallo stesso.

La persona adesso è indagata per numerosi reati in materia di detenzione di armi e per la violazione delle norme della legge quadro sulle aree protette. E, oltre a una condanna penale, potrebbe anche dover abbandonare del tutto la sua passione venatoria, visto che rischia il definitivo ritiro della licenza di caccia e del porto d’armi. —

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