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Precari all’attacco: «Organici al minimo e scuole sguarnite»

Precari all’attacco: «Organici al minimo e scuole sguarnite»

Scuola in situazione di emergenza, ma si contesta l’assenza di misure di potenziamento

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lucca. Scuola in a situazione di emergenza, ma nessuno ha previsto un potenziamento del corpo insegnante. E nemmeno un miglioramento degli istituti, per dotarli di impianti di aerazione. É questa la protesta avanzata dal direttivo provinciale degli insegnanti precari di Lucca.

«In questi giorni - spiegano dal direttivo - tutti i media stanno dando ampio spazio agli studenti di tutta Italia che vogliono tornare a scuola. Ai docenti della scuola precari e non ed al personale Ata precario e non, non è mai stato dato altrettanto spazio e questo non può che rattristarci».

«È chiaro che i docenti in generale così come il personale Ata così come i dirigenti scolastici concordano tutti nella necessità di un rientro urgente a scuola. Ma va anche evidenziato che la comunità scientifica non è esattamente dello stesso parere, e questo non può essere totalmente ignorato. Va anche evidenziato che non vi sono dati certi sull'effettiva sicurezza nelle scuole di ogni ordine e grado in quanto il ministero non ha mai fornito questi dati: sono parole pronunciate in tv dal virologo professor Massimo Galli», continua.

Secondo i precari, «è' però evidente che tanti e tanti alunni e docenti hanno contratto il Covid in tutta Italia. Infine va ricordato che l'età media dei docenti di ruolo e dei presidi e di molto personale Ata è sopra i 54 anni. Detto questo, forse il rientro a scuola andava organizzato sin da settembre in modo migliore».

Le possibilità, secondo i docenti precari, potevano essere tante. «Se si fosse fatto un effettivo distanziamento in classe e non il ridicolo “metro boccale" dividendo la classe a metà ed elimando le "classi pollaio" forse le cose sarebbero andate e andrebbero molto meglio. Il problema non è solo quello dei trasporti, ma è anche stare in classe con 25-30 alunni distanziati circa 90 centimetritra loro anche per sei ore di lezione con mascherina. E dire che a settembre ci era stato detto che la mascherina non serviva se si stava seduti al banco. Ora come per magia ci viene detto che la mascherina serve: bambini di 6-8 e 11 anni e ragazzi indossano mascherine per 5-6 ore al giorno». E poi, continuano, «siamo a gennaio a stare nelle classi con le finestre aperte al gelo, così non verrà il Covid ma la bronchite: di questo nessuno parla e scrive».

«Il rientro al 50 o 75 per cento -conclude il coordinamento - è stato effettuato non dividendo le classi a metà ma più facilmente dimezzando l'utenza a rotazione. E questo perchè? Perchè non è stato investito in edilizia scolastica, non sono stati trovati spazi , non sono state potenziate per tempo le connessioni internet. Infine, non sono stati assunti più insegnanti. Non un euro è previsto per un consistente potenziamento del corpo insegnanti. Gli errori fatti con i medici e gli infermieri sono gli stessi che si continuano a fare con il personale Ata e i docenti della scuola. Il poco personale Covid assunto pare che in molte zone di Italia non abbia ancora ricevuto lo stipendio di novembre. Non scordiamoci che a parte le scuole superiori tutte le altre sono rientrate al completo e senza alcun scaglionamento e senza alcun concreto né distanziamento in classe. Non un euro è stato speso sugli impianti di aerazione, ma abbiamo tanti banchi a rotelle. Il corpo insegnanti e tutto il mondo della scuola vuole rientrare a scuola ma in reale sicurezza e questa non lo è. Ed in tutto ciò sembra che anche il concorso straordinario per gli insegnanti precari ripartirà e di nuovo centinaia e centinaia di persone si vedranno costrette a muoversi in tutta Italia per raggiungere la sede d'esame , così come è successo a fine ottobre. Con percentuali di non presenza all'esame pari anche al 30 Per cento e più. Prendiamo atto che chi lavora nella scuola non è mai veramente interpellato». —

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di Redazione web