Attenzione
Richiamo per i fringuelli nel motore dell'auto
Scoperto dalle guardie del Wwf, denunciato un bracconiere
CAPANNORI. Un’automobile che, invece di spaventarli, attirava gli uccelli. Questa la curiosa (e illegale) scoperta fatta da una pattuglia delle guardie del Wwf al Lago della Gherardesca, e che ha portato alla denuncia di un cacciatore.
Le guardie, in servizio nella parte lucchese del Padule di Bientina, in prossimità della località Baracca del Nanni, hanno notato una macchina parcheggiata su un lato della strada sterrata sotto un grande pioppo, con il tettuccio aperto in modo particolare, come per osservare da dentro l’auto l’albero sovrastante. Avvicinandosi hanno scoperto che al posto di guida era seduto un cacciatore, con al fianco un fucile fuori dalla custodia e messo in modo tale da essere facilmente imbracciato per il suo uso. E paralellamente si udiva un continuo e forte richiamo del canto artificiale di un uccello, il fringuello, provenire appunto dal cofano dell’auto.
Alla richiesta degli agenti di vigilanza venatoria il cacciatore ha aperto il cofano, indicando sotto l’apertura del radiatore il sito dove erano occultati due altoparlanti collegati alla centralina. Insomma, dal motore si levava un rihiamo per i fringuelli, che il cacciatore aspettava al varco direttamente dal posto di guida.
Sul posto sono stati fatti intervenire i carabinieri forestali di Lucca e per la detenzione e l’uso del richiamo elettronico da parte del cacciatore sarà informata l’autorità giudiziaria del tribunale di Lucca.
L’operazione assume particolare importanza – viene sottolineato dal Wwf – perché questo tipo di bracconaggio era svolto in un’ area di particolare interesse ambientale come quello del Padule di Bientina, classificata come Zona di Protezione Speciale e tutelata dalla Convenzione di Ramsar, e che insieme al Padule di Fucecchio è considerata tra le aree umide interne più importanti del centro Italia. I richiami acustici elettronici, i così detti “registratori”, sono apparecchi di libera vendita, ma non utilizzabili per l’attività venatoria, in quanto la legge ne vieta il suo utilizzo come strumento di richiamo.
«Purtroppo – chiude il Wwf – l’area del Padule di Bientina non è nuova a questi gravi fatti a danno dell’ambiente. Negli ultimi due mesi le guardie Wwf Italia avevano già denunciato altri due cacciatori per detenzione di richiamo elettronico». —
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