Sicurezza
La sinistra che dice no a Coima «È soltanto una svendita»
Tre comitati uniti contro il progetto per l’ex Manifattura: «Deve restare pubblica» Per questi esponenti «sarebbe un danno per la città, non un’occasione»
lucca. Uniti per la Manifattura, Manifatturiamo, Libera Manifattura. Tre movimenti di cittadini lucchesi che si rifanno alle idee della sinistra, ma distanti dal Partito Democratico. Sono loro i promotori dell’incontro andato in scena ieri mattina in piazza San Francesco, per dire “no” a quella che definiscono la “svendita” della ex Manifattura tabacchi, lo storico immobile da tempo al centro di accese polemiche per quanto concerne la sua destinazione futura.
«Siamo qui per sollecitare le istituzioni a una riflessione e chiedere il ritiro immediato del progetto Coima che avrebbe ripercussioni negative sulla città, a vantaggio di interessi privati» esordisce Gemma Urbani del comitato “Uniti per la Manifattura” gruppo laico indipendente da partiti politici che comprende anche esponenti ambientalisti. Secondo i manifestanti, l’immobile oggetto del contendere deve rimanere al servizio della città ed avere quindi una valorizzazione pubblica, anziché trasformarsi in un agglomerato di appartamenti di lusso con un grande parcheggio ad uso esclusivamente privato.
«Il progetto di recupero targato Coima-Fondazione Cassa di Risparmio è stato presentato alla città come un’occasione unica, da non perdere – continuano i rappresentanti dei movimenti – ma così non è, perché ciò significherebbe sacrificare un bene pubblico che, alla fine, si rivelerebbe dannoso per una città che, invece, necessita di spazi per socializzare». Il riferimento ai recenti fatti di cronaca che hanno visto protagonisti giovani, spesso minorenni, che per trascorrere il tempo, improvvisano pericolosi assembramenti con tanto di musica e alcol e – quasi fosse diventata una moda – si danno appuntamento per prendersi a botte e coltellate.
«Lo strumento proposto per la realizzazione dei parcheggi – proseguono gli esponenti dei comitati – cozza contro la normativa, essendo la Manifattura un bene pubblico, il cui valore, stimato al ribasso, serve come quota di partecipazione a garanzia del guadagno consistente del privato. In questo modo, per quarant’anni le casse comunali sarebbero depauperate degli introiti dei parcheggi della zona interessata da questa speculazione che altro non sarebbe che una subdola svendita ai privati. Nessuna chiarezza neppure sul destino del resto dell’immobile che rischia di essere totalmente snaturato e perdere la propria identità. Per questo chiediamo l’azzeramento del progetto e l’avvio di un percorso di partecipazione popolare che porti a soluzione vantaggiose per Lucca e i suoi cittadini».
Per manifestare il dissenso verso quella che ritengono una scelta inopportuna e scellerata delle istituzioni, l’incontro di ieri è stato organizzato in concomitanza con il convegno sulla rigenerazione urbana promosso dalla Regione Toscana nella vicina chiesa di San Francesco. L’assessore regionale, Stefano Baccelli era uno dei partecipanti, in quanto sostenitore di importanti progetti realizzati dalla Fondazione Cassa di Risparmio, dalle Mura a Sant’Agostino. «La Manifattura - spiega - non rientra negli argomenti del convegno di stamani, ma sono certo che l’ente di San Micheletto saprà trovare soluzioni adeguate e sciogliere questo nodo di diffidenza». —
Rossella Lucchesi
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