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Tamponi agli studenti, esclusi due istituti della Lucchesia: è polemica

Federica Scintu
Tamponi agli studenti, esclusi due istituti della Lucchesia: è polemica

Il progetto iniziale non prevedeva il Carrara-Nottolini-Busdraghi e l'Isi della Garfagnana. In serata la retromarcia: «Si faranno in tutte le scuole»

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LUCCA. La vigilia dell’avvio della campagna di screening nelle scuole è stata contrassegnata da una polemica per l’esclusione di due istituti superiori della Lucchesia ma dalla politica, nella serata di ieri, è arrivata la promessa che il progetto sarà invece esteso a tutte le scuole. Una buona notizia per l’istituto Carrara-Nottolini-Busdraghi di Lucca e per l’Isi Garfagnana di Castelnuovo che in un primo momento non erano stati inclusi all’interno del monitoraggio della Regione Toscana portato avanti dall’Asl Toscana Nord Ovest.

Monitoraggio che prevede, a partire da oggi e fino al 10 giugno, una campagna di screening con tamponi antigenici rapidi per un campione di studenti delle superiori del territorio. E ieri mattina, quando è stato chiaro che l’esclusione dall’elenco non era frutto di un errore, è subito partita la richiesta di chiarimenti da parte dei dirigenti scolastici coinvolti, Alessia Bechelli (Carrara-Nottolini-Busdraghi) e Oscar Guidi (Isi Garfagnana). A quel punto Donatella Buonriposi, provveditore agli studi di Lucca, si è attivata per capire quali fossero i motivi alla base di questa esclusione. «Ho avuto delle rimostranze anche da parte dei genitori di alcuni studenti della Garfagnana – spiega Buonriposi – la selezione delle scuole è stata effettuata da una commissione di medici dell’Agenzia regionale di sanità su criteri che sono stati stabiliti da loro. L’esclusione del Carrara-Nottolini-Busdraghi la potevo capire di più perché l’obiettivo di questo monitoraggio è osservare l’andamento epidemiologico e su Lucca tutte le altre scuole superiori sono state incluse ma quella dell’Isi Garfagnana no perché non ci sono altri istituti in questa parte di territorio. Comunque ora mi risulta che le due scuole siano state inserite nel progetto, quindi sembrerebbe tutto risolto».

Anche perché in questa seconda ondata all’Isi Garfagnana i casi di positività fra studenti e docenti c’erano stati e nemmeno pochi. Un riferimento ai criteri presi in considerazione per la scelta delle scuole, si trova in uno degli allegati alla delibera della giunta regionale con la quale è stato approvato il progetto “Scuole sicure”. «Il sistema di selezione degli istituti si basa sulla locazione geografica di questi e sui tassi di infezione standardizzati per 100.000 abitanti osservati nei comuni toscani durante la seconda ondata». Spiegazione che non è bastata a evitare il disappunto dei dirigenti scolastici esclusi dal monitoraggio. «Non capisco perché la nostra scuola non dovesse essere inclusa nel progetto - Oscar Guidi – e anche i genitori sono un po’ in subbuglio». Dello stesso avviso anche la collega, Alessia Bechelli: «Non so di cosa abbiano tenuto conto per prendere questa decisione». E sull’esclusione dell’Isi Garfagnana sono intervenuti anche il vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Vittorio Fantozzi, e l’esponente di Fdi di Castelnuovo, Elena Picchetti, candidata alle ultime elezioni regionali. «È incomprensibile, per non dire vergognoso, che la Garfagnana non rientri nel monitoraggio regionale – dicono – una dimenticanza pesante che non può e non deve passare inosservata. La Garfagnana non può essere considerata solo un bacino di voti o una passerella nelle frazioni innevate». E a questo proposito, interpellato dal Tirreno, il consigliere regionale del Pd Mario Puppa, eletto a Lucca, «garantisce che lo screening si farà in tutte le scuole superiori della Regione compresa quella di Castelnuovo».
 

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