Il dolore
Mallegni spara a zero sull’assessore Baccelli e la Fondazione Crl
Al centro il convegno sulla rigenerazione urbana voluto dall’esponente regionale, che non lo aveva invitato
LUCCA. È il senatore forzista Massimo Mallegni, commissario regionale del suo partito, ad aprire il fuoco. Spara a zero sul convegno in programma domani, venerdì 15 gennaio, nell’auditorium di San Francesco, proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio, sul tema della rigenerazione urbana. Promotore dell’iniziativa l’assessore regionale Stefano Baccelli, lucchese, esponente Pd. «Ed ecco che il Pd mette le mani sulla Fondazione Cassa di Risparmio - esordisce Mallegni -, prima magari un po’ sottobanco ma adesso si sono persi i freni inibitori e il convegno del 15 sulla rigenerazione urbana ne è dimostrazione».
E giù insinazioni sui legami tra Pd e istituti di credito, dal Montepaschi alla vicenda Unipol. Mallegni è rabbioso, proclama vergogna per i suoi avversari politici. E non ultimo se la prende con il senatore Andrea Marcucci, «il quale a parer mio non ha alcun ruolo istituzionale a Lucca, né in Provincia e tantomeno in Regione».
C’è da dire che Mallegni non è stato invitato al tavolo dei relatori: forse non è un particolare trascurabile alla luce delle sue reazioni.
E quindi arriva la replica di Baccelli. «Il senatore Mallegni prende a pretesto un mio errore nell’individuazione dei relatori, non aver tenuto conto della presenza di un esponente parlamentare dell’opposizione per fare una delirante, offensiva e sguaiata sparata su quello che a tutti gli effetti è solo un primo momento istituzionale di proposta e confronto sul tema, non tanto e non solo della riqualificazione urbana a Lucca, ma della ricostruzione del Paese Italia alla luce della straordinaria occasione che l’Unione Europea ci ha fornito con il progetto Next Generation Europe».
«Ecco, a mio avviso - continua Baccelli - con le sue inaudite parole, persino per il consueto stile del senatore Mallegni, egli si mette da solo fuori da questa mia idea di nuova classe dirigente». E conclude con un’ulteriore frecciata: «Nello scrivere queste mie righe mi rendo conto che più che una svista il mio mancato invito al senatore Mallegni è stato probabilmente un lapsus freudiano. Non l’ho invitato perché l’ho psicologicamente rimosso dal novero dei potenziali rappresentanti di questa nuova, competente e umanamente sensibile classe dirigente. Ciononostante lo invito a partecipare al convegno e mi scuso per la mancanza nei suoi confronti». —
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