Il Tirreno

Lucca

Dopo il Covid ringrazia i medici «Premurosi e sempre presenti»

Daniela Giorgetti, 69 anni, ha scoperto di essere positiva il 10 dicembre «È stato un periodo duro, se ora sto meglio è merito del loro sostegno» 

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il ringraziamento

Ha scoperto di essere positiva al Covid il 10 dicembre. Daniela Giorgetti, 69 anni, insegnante in pensione di Santa Maria del Giudice, ha deciso di raccontare la sua esperienza anche per ringraziare i medici e tutto il personale sanitario che l’ha aiutata a superare non solo la malattia ma anche le paure che porta con sé.

«Soffro da molto tempo di un importante problema polmonare – spiega Giorgetti – perciò questo periodo è stato per me molto duro, soprattutto sul piano dell’ansia e della paura, ancor più che per i sintomi fisici. Mi sono curata a casa e sono stata seguita molto bene. Per questo ci tengo a mettere in luce il sostegno determinante che ho ricevuto. Quando pensavo di stare meglio, il 31 dicembre invece ho avuto una ricaduta e ho dovuto riprendere l’antibiotico. Ora sono otto giorni che non ho più alcun sintomo e quindi posso di nuovo uscire anche se è difficile riprendere la vita. Questa è una malattia che porta con sé tante contraddizioni: stai tanto dentro e non puoi uscire poi quando ti “liberano” non ne hai tanta voglia».

Ma Daniela Giorgetti ci tiene soprattutto a fare dei ringraziamenti a tutti i medici e agli infermieri che le sono stati vicino con grande professionalità in questo periodo di malattia.

«Voglio ringraziare innanzitutto il mio medico di base, il dottor Franco Ricci – dice – che è stato sempre premuroso e presente, anche fuori dagli orari canonici, e che ha prontamente attivato per me l’unità territoriale di riferimento. È con estrema gratitudine che mi rivolgo a tutto il personale Usca del Comune di Lucca. Sono intervenuti con competenza, disponibilità e continuità: non mi hanno lasciata sola neppure il giorno di Natale. Sono stati minuziosi nel chiedere informazioni sul mio stato di salute, mi hanno messo sempre a mio agio e incoraggiato a esporre i miei dubbi e le mie paure, senza farmi mai percepire restrizioni di tempo (eppure di lavoro ne avevano tanto. . .) . Da loro – continua – ho percepito, non solo professionalità e gentilezza, ma direi anche empatia. Non è poco. E poi un ringraziamento va anche alla dottoressa Nardini dell’ufficio Igiene, che svolge il suo lavoro in modo estremamente puntuale e responsabile. È giustamente rigorosa nell’applicare le regole, ma è pronta ad ascoltare le tue problematiche e a venirti incontro, ove possibile. Il suo approccio, nonostante il ruolo che le compete possa apparire burocratico, si è sempre caratterizzato per sensibilità e intelligenza. Molto del personale sopracitato è probabilmente precario, ma svolge in questo periodo un lavoro duro e determinante. L’augurio è che questi professionisti entrino a far parte in maniera stabile del sistema sanitario nazionale, falcidiato in questi ultimi vent’anni». –

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