Il Tirreno

Lucca

Il medico che fa le vaccinazioni «Quasi tutti hanno detto di sì»

F. S.
Il medico che fa le vaccinazioni «Quasi tutti hanno detto di sì»

Alessandro Lensi, 66 anni, racconta come sta andando la campagna nella Piana di Lucca 

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la testimonianza

Si chiama Alessandro Lensi ed è uno dei medici lucchesi impegnati nella campagna di vaccinazione anti-Covid. Ha 66 anni e una grande esperienza nelle vaccinazioni. Insieme a lui, tutti i giorni sono al lavoro altri medici e infermieri che finora si sono occupati di somministrare le prime dosi di vaccino Pfizer nelle residenze sanitarie della Piana di Lucca ma anche ai colleghi impegnati in prima linea. «Il lavoro sta procedendo bene – racconta – siamo partiti sia all’ospedale San Luca che nelle rsa a fine dicembre e procediamo con un’equipe che è formata da un medico e un infermiere quando effettuiamo l’anamnesi e chiediamo il consenso, e da un medico e due infermieri quando invece somministriamo il vaccino». Una somministrazione, quella del vaccino anti-Covid, che ha bisogno di qualche accortezza in più rispetto ad altri vaccini. «È una vaccinazione che ha bisogno di un pochino più d’attenzione – spiega il medico – innanzitutto è molto importante la catena del freddo: deve essere conservato a una temperatura molto bassa e se questo non viene rispettato si rischia che perda il proprio effetto. In più ci vuole molta attenzione nella preparazione. Per quanto riguarda invece la somministrazione invece non ci sono differenze rispetto ad altri vaccini. Si effettua una puntura intramuscolare nella parte superiore del braccio». Nella sua carriera il dottor Lensi ha lavorato in tanti settori diversi. «Ho fatto di tutto – dice – dal chirurgo alle vaccinazioni ai bambini e a quelle antinfluenzali. Vengo dal distretto ma il mio principale lavoro è quello nell’agenzia di continuità ospedale-territorio (Acot)che si occupa di dimissioni difficili e di cure intermedie. Per quanto riguarda il Covid l’Acot si è occupata dei posti negli alberghi sanitari ma anche per le cure intermedie». Il dottor Lensi è stato anche impegnato nelle vaccinazioni che si sono svolte nelle residenze sanitarie del territorio in queste prime due settimane di campagna. «Siamo partiti da Santa Maria del Giudice e Massa Macinaia – continua – poi sono stati anche alla Pia casa, nell’rsa Volto Santo in centro e nella casa famiglia di San Leonardo in Treponzio. In questi giorni abbiamo cominciato la raccolta dell’anamnesi nel condominio sociale di Capannori e all’Oasi di Sorbano del Vescovo. Durante l’anamnesi chiediamo alla persona se sta bene, se soffre di allergie, se fa terapie, se ha patologie e se ha avuto il Covid perché le indicazioni dell’Aifa prevedono che il vaccino debba essere somministrato prima alle persone fragili che ancora non hanno contratto il virus. Le persone che abbiamo vaccinato finora sono sempre state abbastanza tranquille - conclude - solo qualcuno ha rifiutato mentre la maggior parte ha acconsentito. Il mio consiglio è quello di farlo anche perché l’alternativa è quella di chiudersi in casa e questo ovviamente non è possibile. Solo col vaccino possiamo bloccare la diffusione del virus». –

F. S.

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