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SOS GIUSTIZIA 

Si è insediato il nuovo pm in procura, ma mancano giudici al penale e al civile

Luca Tronchetti
Si è insediato il nuovo pm in procura, ma mancano giudici al penale e al civile

Alberto Dello Iacono, 54 anni,  dal 2001 all’ufficio requirente di Massa si occuperà dei reati legati alle fasce deboli I togati sono ridotti all’osso

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LUCCA. Se in procura i problemi legati alla carenza di organico sono in fase di risoluzione, nelle sezioni civile e penale del tribunale l’emergenza viaggia su due binari: da un lato i disagi che generano ritardi e sono causati dal Covid, dall’altro la carenza di giudici in presenza in pianta organica visto che, dopo la partenza per il tribunale di La Spezia del magistrato Tiziana Lottini, il numero è sceso a 24 unità contro le 28 previste dal ministero della Giustizia.

PROCURA

Lo avevamo annunciato da tempo e in questi giorni ha preso possesso del suo ufficio a palazzo di Giustizia di via Galli Tassi. Si tratta del sostituto procuratore Alberto Dello Iacono, 54 anni, nato ad Aversa (Caserta), dal 2001 all’ufficio requirente di Massa dove ha svolto importanti e delicate indagini. Dopo vent’anni nella città apuana arriva alla procura di Lucca e si occuperà delle fasce deboli assieme ai colleghi Paola Rizzo e Elena Leone. Andrà a rimpiazzare il sostituto Aldo Ingangi adesso fuori ruolo e indicato a Eurojust, l’agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria penale con sede all’Aia (Olanda) che si occupa di coordinamento e collaborazione giudiziaria tra le amministrazioni nazionali nel contrasto al terrorismo e alle forme gravi di criminalità organizzata che interessano più di un Paese dell’Unione. E in tempi brevissimi arriverà anche il procuratore capo, ruolo vacante dall’ottobre 2019 con il collocamento a riposo del dottor Pietro Suchan.

TRIBUNALE

Sono 11 sui 13 in ruolo i giudici civili e anche la sezione penale è in una situazione di assoluta emergenza. Un buon 30% dei fascicoli al dibattimento viene rinviato causa pandemia. E spesso basta un teste finito in quarantena per far slittare l’udienza a data da destinarsi e quasi mai prima di 4-5 mesi dalla data del rinvio. Se ai motivi sanitari aggiungiamo l’assenza di almeno due giudici del dibattimento (collegio o monocratico) ecco che la situazione rischia di creare ulteriori ritardi e disagi ad un settore che è già in grave sofferenza. Serve al più presto l’intervento ministeriale per colmare lacune e scoperture ed evitare che diventino inutili gli sforzi fatti dal tribunale di Lucca in questi anni per ridurre ai minimi termini l’arretrato. —

Luca Tronchetti

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