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Ruba merce all’Ovs, ma viene riconosciuto dal giaccone della Juve

Luca Tronchetti
Ruba merce all’Ovs, ma viene riconosciuto dal giaccone della Juve

Finisce nei guai dopo il furto di giubbotto e scarpe. Testimone lo inchioda per il particolare della scritta sulla stoffa

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LUCCA. Due sui connazionali la fanno franca. Sfuggono ai controlli e alle telecamere e si dileguano per le vie del centro. Lui, no. A tradirlo infatti è il giaccone che indossa dove campeggia la scritta Juventus e lo stemma della squadra di calcio piemontese. Un segno distintivo che non sfugge al testimone che assiste alla scena del furto e che, ascoltato dalle forze dell’ordine poco dopo i fatti e dal giudice in aula a distanza di un paio d’anni, riconosce senza ombra di dubbio l’autore grazie soprattutto al giubbotto che porta nella tarda mattinata del 13 gennaio 2018: un piumino grigio con in bella vista la scritta Juventus e più piccolo il logo della Vecchia Signora del calcio.

Per Giorgi Tsitelashivili, 20 anni all’epoca dei fatti, giunto in Italia assieme ad alcuni connazionali della Georgia, non c’è difesa che tenga. L’identikit, rafforzato da quelle lettere giganti sul giaccone che il teste oculare ricorda bene, porta dritto alla condanna seppur in contumacia. Quattro mesi e cento euro di multa la pena inflitta dal giudice monocratico.

I FATTI

Il furto avviene all’interno della società di abbigliamento per uomo, donna e bambino denominato Organizzazione Vendite Speciali (OVS appunto) in via Roma nel centro cittadino. Quel giorno tre giovani extracomunitari - presumibilmente tutti provenienti dalle ex repubbliche dell’Unione Sovietica - entrano all’interno del centro commerciale (ve ne sono 900 in tutta Italia) sempre affollato di gente anche per il vasto assortimento di capi di vestiario. Una volta dentro i tre si dividono. Tsitelashivili si dirige dapprima verso il reparto scarpe e sottrae una scatola contenente calzature da passeggio. Poi va verso il settore giacche e giacchetti e sfila dalle grucce per abiti un giubbotto leggero che s’infila sotto il giaccone. La merce complessivamente vale circa 80 euro, ma invece di pagare il georgiano, probabilmente tifoso della Juve, si allontana cercando di eludere la sorveglianza. La stessa cosa fanno i suoi connazionali. Ma mentre gli altri riescono a far perdere le loro tracce, lui - per colpa del giaccone con il marchio Juve - viene notato e successivamente identificato e denunciato. Ieri mattina, davanti al giudice, la sentenza di condanna. 

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