La manifestazione
Santa Maria senza ripetitore «Vita e lavoro più difficili»
LUCCA. «Una situazione insostenibile che crea grande disagio al vivere quotidiano e che non vede una risoluzione a breve»: così Gianni Giannini, consigliere comunale del Pd, lancia un appello per rimediare ai disagi vissuti dagli abitanti della zona sud della città dopo l’attentato al ripetitore di Santa Maria del Giudice.
«Il 29 dicembre – scrive Giannini – ignoti hanno dato alle fiamme, con bottiglie incendiarie, la centralina e il ripetitore di telefonia mobile. Dopo i rilievi della polizia investigativa il sito è ora in stato di abbandono, senza che nessun lavoro di ripristino sia ancora iniziato. La ridotta operatività nella zona di ben due gestori della telefonia mobile (Tim e Vodafone), sta creando pesanti disagi a tutti coloro che attraverso il servizio sono costretti a gestire da casa il proprio lavoro, costringendoli spesso a spostamenti tattici con auto private trasformate in veri e propri uffici mobili».
E, riprende Giannini, c’è una «forte apprensione anche dai settori più fragili della popolazione che, sentendosi isolati, temono per la propria sicurezza in caso di situazioni di emergenza, oltre che per l’assenza di socialità. La telefonia mobile è considerata dalla legislazione un bene di pubblica utilità, con leggi specifiche che la tutelano. È per questo che le amministrazioni locali possono solo regolamentare l’istallazione delle antenne in funzione paesaggistica e urbanistica, e monitorarne le emissioni, ma non possono negarsi alle richieste dei gestori. Ci sono però situazioni in cui il ripetitore, trovandosi in zone soggette a fragilità geologico/ambientale, oppure per accadimenti contingenti o per necessità temporanee dovute a particolari eventi, il Comune può autorizzare l’istallazione di un’antenna provvisoria in luogo diverso dalla Concessione iniziale. L’amministrazione, deve autorizzare se richiesto, ma può anche esercitare potere impositivo affinché il servizio pubblico mantenga la capillarità della copertura del territorio, secondo il programma approvato, anche attraverso soluzioni temporanee che comportino l’impiego di stazioni radio-base mobili. Questo è quanto i cittadini si aspettano nel breve, con soluzioni spontanee da parte dei gestori proprietari della stazione base vandalizzata, o in caso di inadempienza attraverso un diretto intervento degli organi di governo». —
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