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Lutto per la morte di Pisani postino calciatore col sorriso

Nicola Nucci
Lutto per la morte di Pisani postino calciatore col sorriso

Giovane promessa del pallone tornato in paese era diventato un tuttofare Il figlio Federico era dell’Atalanta: morì nel 97 in un incidente. Enrico aveva 74 anni

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Nicola Nucci

CAPANNORI. Un volto sorridente difficile da dimenticare. Enrico Pisani non smetteva mai di sorridere. In campo, quando era una promettente ala destra, o con la divisa di postino mentre consegnava lettere e cartoline alle famiglie di Capannori. Capannorese doc, abitava in un condominio nel centro a pochi passi dal municipio ed era legato alla sua comunità che piange un uomo dal cuore grande. Una malattia lo ha portato via all’età di 74 anni dopo una vita nel segno del calcio. Pisani è una giovane promessa negli anni Sessanta, quando incanta gli osservatori della Fiorentina e arriva a indossare la maglia viola, a un passo dalla prima squadra. Si allena con i campioni che nel 1969 regaleranno lo scudetto a Firenze, ma non riesce a fare il grande salto. Un campione ci sarà comunque in famiglia: è il figlio Federico, centravanti dell’Atalanta che a lui ha intitolato la curva e ne ha ritirato la sua maglia.

Pisani a Capannori era conosciuto per le sue abilità con il pallone ma come postino e “tuttofare”, bravo anche come idraulico, mestiere che ha fatto fino alla pensione. «Era un compagnone, gli piaceva stare con gli amici, l’amicizia per lui era un valore sacro – ricorda Eugenio Matteoni –. Abbiamo fatto insieme le scuole elementari e percorso tanta strada a braccetto, accomunati dal calcio. Non perdeva mai il sorriso, riusciva sempre a prendere ogni cosa nel modo giusto. Persona semplice, brava e generosa. Ha dovuto convivere con il dolore lacerante della perdita degli figlio Federico, un predestinato che stava diventando uno dei bomber più forti del calcio italiano».

Un sorriso velato dalla tragedia di “Chicco”, grande promessa del pallone nostrano, scomparso a soli 23 anni, con la fidanzata Alessandra, in un tragico schianto contro un pilone del cavalcavia della Milano Laghi il 12 febbraio 1997.

Nella gioia e nel dolore, il calcio è sempre stato presente nel destino della famiglia Pisani. «Abbiamo iniziato insieme nel Capannori Csi - continua nel racconto l’amico Matteoni - La Fiorentina mise gli occhi su di lui, un’ala vecchio stampo, tutto scatti e dribbling. Il provino andò bene e venne tesserato. Alla Fiorentina restò tre stagioni nella Primavera: si allenava con i futuri protagonisti dello scudetto viola del 1969. Anch’io ho fatto con lui quel provino ma avevo la possibilità di andare all’Inter poi tutto è sfumato anche se ho giocato tra C e B. Enrico avrebbe potuto fare strada, ma con la testa pensava a divertirsi e si è un po’ perso. Ci siamo ritrovati negli amatori tra fine anni Settanta e inizio Ottanta. Una super squadra: abbiamo vinto anche tornei regionali. Enrico era una colonna e un trascinatore. Sarebbe bello ricordarli a Capannori, lui e Chicco».

Da pensionato Enrico era una presenza fissa al bar Forino a Capannori, ieri in lutto dopo la notizia della sua comparsa che addolora la moglie Rosanna, la sorella Piera e la nipote Vania. Una notizia che ha scosso la comunità capannorese che ha dedicato un momento di raccoglimento all’ex postino-calciatore. Tanti messaggi di cordoglio da parte degli amici più stretti e di chi lo aveva conosciuto per la sua grande umanità. L’ultimo saluto ad Enrico Pisani oggi alle 15 sul piazzale della chiesa di Capannori. Una cerimonia intima prima del trasferimento nel cimitero di Poggio di Camporgiano in Garfagnana, borgo della moglie, accanto alla tomba dove riposa Federico. —

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