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Il maestro Pera compie 96 anni: «Ringrazio Dio per l’energia di ogni giorno»

luca meconi
Il maestro Pera compie 96 anni: «Ringrazio Dio per l’energia di ogni giorno»

Il poliedrico artista lucchese ha lavorato a fianco di Picasso, Chagall e Matisse. Adesso vive nel centro storico di Lucca 

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LUCCA. Novantasei anni e non sentirli. No, non è una frase fatta almeno quando si pensa ad Amerigo Luciano Pera. Ieri, 7 gennaio, il poliedrico artista nato a Badia di Cantignano (nel Capannorese), a pochi metri dall’abitazione di Carlo Piaggia, ha festeggiato questo importante traguardo con una lucidità e un’energia che non sono nient’affatto comuni a quell’età.

Perfino lui ne è convinto e ringrazia Dio per tutto questo. Quando gli telefoniamo per fargli gli auguri, lo troviamo occupato nel creare una nuova opera d’arte tanto che il telefono squilla a lungo prima che risponda. «Chissà da dove mi arriva tutta questa forza», ci confida. Anche noi ne ignoriamo l’origine, ma siamo felici che ancora non si senta per niente stanco e quotidianamente realizzi nuovi lavori: non fa differenza, infatti, tra giorni lavorativi e giorni festivi. Pure oggi, ne siamo sicuri, inventerà qualcosa.

Nell’abitazione di Amerigo Luciano Pera - il “Perà”, come si pronuncia in francese, così spesso si presenta in un telefonata - che si trova nel cuore di Lucca è un continuo produrre. Tutte cose inedite, mai viste: non ci sono ripetizioni nella sua arte. Il segreto di tutto questo ce lo svela lui stesso: «Io lavoro nel vuoto, voglio vedere cosa c’è là dentro. Per questo trovo sempre qualcosa di nuovo. Nella realtà, invece, ci sono cose già fatte, già viste. Io faccio dei progetti che poi vengono realizzati».

Molte sue creazioni sono divenute sculture nei laboratori di Pietrasanta e adesso si trovano in giro per il mondo, soprattutto in Francia, dove ha vissuto per diverso tempo e dove ha molti amici. «Ho due progetti pronti - ci svela in anteprima - e presto andranno in fonderia a Pietrasanta; altri li sto ultimando. Ringrazio Dio che mi dà questa energia. Sento che posso ancora fare delle cose e mi impegno ogni giorno».

L’agenda di Amerigo Luciano Pera è sempre piena di appuntamenti: ne ha ben cinque differenti dove annota qualunque particolare. Il lockdown forse lo ha aiutato. In questo periodo ha dovuto diminuire gli incontri e così si è potuto concentrare maggiormente nell’attività artistica: ne ha guadagnato sicuramente la creatività.

Attualmente ha una grande quantità di opere che presto vedremo uscire dalla sua casa-studio-museo per essere esposte al pubblico in una mostra che sarà allestita in un ambito spazio espositivo cittadino.

Dopo la bella mostra che gli fu dedicata nel 2017 in San Micheletto, sono molti i suoi estimatori e collezionisti che aspettano di vedere la nuova produzione fatta di tele, litografie, incisioni, sculture, acquerelli.

In quella «Lucca drento» che ama particolarmente e che ha lasciato solo quando ha abitato a Parigi o in Costa Azzurra dove lavorava a fianco di artisti quali Picasso, Chagall e Matisse. Ma poi sempre ritornava a Lucca assieme alla moglie Rosy Beruti che ha sposato ben cinquantasette anni fa e con la quale anche ieri ha brindato. Tanti auguri.

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