Il Tirreno

Lucca

l’intervista speciale 

La Befana racconta la sua festa particolare nell’anno del Covid

Francesco Cosimini
La Befana racconta la sua festa particolare nell’anno del Covid

Nessun incontro quest’anno nella sua casetta di Pegnana ma lo stesso sono arrivate  tante lettererine dai bimbi  anche grazie al web

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BARGA. Quest’anno non ha incontrato gli amati bambini nella sua casetta a Pegnana, però la Befana di Barga, residente da anni nel paesino della montagna fra il capoluogo e Renaio, s’è adeguata ai tempi. Poco abile con le moderne tecnologie, nonostante la sua straordinaria abilità a salire sulla scopa volante, ha chiesto aiuto ai tuttofare dell’associazione “Perché la tradizione ritorni, la Befana”. La vecchina è diventata la protagonista di un videomessaggio, spedito alle scuole dell’infanzia ed elementari della provincia prima delle vacanze, per salutare virtualmente i suoi piccoli fan. In cambio di un dono, nella clip ha voluto lanciare una raccomandazione: «scrivete le vostre letterine alla Befana di Pegnana perché, quassù, arrivano tutte».

«E come sempre ne sono arrivate tante», ha raccontato al Tirreno la vecchina dal dolce viso. Anche la Befana, quest’anno ha conosciuto lo smartworking. Non più consegnate fisicamente a Pegnana durante eventi a lei dedicati, le letterine sono state tutte spedite: per posta tradizionale, o imbucate alla porta dell’associazione in via del Giardino, oppure inviate per email. Le lettere, sempre molto belle (anche perché «colorate e ricche di disegni») sono così giunte a Pegnana: «Sono arrivate dalle nostre zone e via mail anche da fuori regione, e mi sono attrezzata per rispondere».

Gli autori delle letterine, dice la destinataria confermando la tradizione, hanno chiesto doni o la classica calza di dolciumi. Fra righe e disegni, c’è altro. «Come sempre – continua la Befana – si sono confidati, e tanti hanno raccontato il loro dispiacere per non essere potuti venuti a trovarmi nella mia casetta».

Dalla testimonianza della Befana emerge che nelle buste di quest’anno «c’è stata più attenzione per gli affetti». E sul lockdown? «Alcuni – dice – mi hanno parlato di aspetti belli e brutti di queste chiusure, i bambini lo hanno descritto come un momento per poter «fare in casa giochi o attività che prima non facevano coi genitori». Ma poi c’è anche la felicità di «rivedere gli amici e di essere ritornati a scuola». —

Francesco Cosimini

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