Il Tirreno

Lucca

Il movimento “Priorità alla scuola” «Si torni subito in aula in presenza»

Lettera ai docenti dubbiosi o contrari alla riapertura degli istituti «Diritto allo studio trattato come quello degli sciatori allo svago» 

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la mobilitazione

Tornare a scuola in presenza deve essere una priorità. A dirlo sono i docenti del movimento “Priorità alla scuola” che si rivolgono ai colleghi dubbiosi o contrari alla riapertura delle scuole e annunciano una mobilitazione da oggi al 10 gennaio anche in diverse città toscane. «Il motivo per cui siamo convinti che la scuola debba rimanere aperta è che la formazione in presenza è vitale come la sanità e come l’alimentazione - scrivono - non accettiamo che il diritto allo studio dei nostri ragazzi sia trattato come quello degli sciatori allo svago, e che la nostra preparazione sia sacrificata per la salvaguardia delle attività produttive. Ci addolora che proprio i lavoratori della scuola sembrino i meno motivati a combattere il deserto sociale che sta avanzando. Lottare per tornare in presenza e in continuità significa, secondo noi, riprenderci quel ruolo di educatori, che la Dad (o Ddi) come “opportunità” ci ha ormai quasi completamente negato. Hanno rinchiuso la curiosità e la vitalità degli studenti in un rettangolino, lo stesso in cui hanno stipato la nostra professionalità, privandola della nostra personalità, della nostra formazione e preparazione, della nostra possibilità di costruire lezioni a partire dai loro dubbi, dalle loro domande, dal nostro essere insieme, perché gli studenti imparano gli uni dagli altri, dalle domande che emergono e dalle risposte, sempre provvisorie, che ci diamo». Secondo il movimento “Priorità alla scuola” poi, «è preoccupante l’aumento prodotto dalla DaD della dispersione e dell’abbandono scolastico, in una nazione in cui il secondo era già al 14% prima del lockdown, con conseguenze occupazionali pesanti». «Le esperienze delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, ove non chiuse, sono state confortanti - continuano - i dati epidemiologici non hanno rilevato maggiori indici di contagio rispetto alla popolazione generale, e questo dovrebbe essere sufficiente ad affermare che la battaglia per una scuola nuova, rispettosa dei diritti di studenti e lavoratori docenti e ata, sicura, si combatte a scuole aperte. Sicurezza non sono solo i banchi distanziati e gli ingressi scaglionati. Chiediamo che i docenti vengano al più presto inclusi, su base volontaria, tra i destinatari del vaccino, dopo il personale sanitario. In particolare chiediamo che sia data priorità ai docenti in condizioni di fragilità, i più anziani o con patologie. Chiediamo che tutte le regioni si adoperino a seguire l’esempio virtuoso della Toscana e del Lazio con screening generali nelle scuole. A oggi, a Firenze la campagna per studenti, docenti e Ata tra primarie e medie, ha eseguito circa 9mila test rapidi che hanno segnalato 12 casi di positività, confermando che la scuola non è luogo di diffusione del contagio. L’esperienza delle scuole che sono rimaste aperte è migliorata dall’apertura a settembre fino al 22 dicembre. Non si sono registrati cluster né maggiori contagi e le quarantene effettuate sono da considerare strumento di tutela e non indice di maggiore pericolo». —

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