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Lucca

Ora la paura è per le alluvioni «Ma è un evento assai raro»

L.C.
Ora la paura è per le alluvioni «Ma è un evento assai raro»

Parla Massimo Lucchesi, segretario dell’Autorità di bacino «Può accadere se lo scioglimento è contemporaneo alla pioggia» 

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l’intervista

Un evento «plausibile», anche se «assai raro». Sono le due caratteristiche che l’ingegner Massimo Lucchesi,segretario dell’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale, appiccica al fenomeno più temuto dei prossimi giorni: lo scioglimento della neve accumulata in Valle e i possibili effettui sul Serchio.

Ingegnere, quali sono i fattori che potrebbero innescare un fenomeno del genere?

«In breve, bisogna che la neve si sciolga tutta insieme per il rialzo delle temperature e che ci sia anche la pioggia. In questo caso potremmo trovarci di fronte a un evento di quelli abbastanza intensi, che di fatto possono raddoppiare le portate».

Qual è la frequenza di questi fenomeni?

«Fortunatamente possiamo dire che sono molti rari. È un po’ come se piovesse, nevicasse e ci fosse un terremoto, tutto insieme. Fondamentalmente possiamo dire che si tratta di questioni di statistica, di probabilità: è un’ipotesi plausibile, che porta ad avere una sorta di “moltiplicatore”, ma non è certo frequente».

Qual è il rischio maggiore che si corre?

«Partiamo per dire che è tutta una questione di tempi. Se lo scioglimento della neve e la pioggia sono differiti, allora il sistema ha abbastanza tempo a disposizione per assorbire l’acqua. Invece se tutti gli affluenti del Serchio andassero in piena insieme, esattamente nello stesso momento, allora è chiaro che il sistema andrebbe in crisi».

La struttura che lei guida ha preso il posto delle vecchie autorità di bacino, compresa quella del Serchio. Cosa fate per evitare rischi come quello di cui stiamo parlando?

«Abbiamo adottato presso il Ministero i piani di gestione delle acque e di gestione del rischio alluvioni, che ora sono nella fase delle osservazioni. È la prima volta che la nostra regione ha piani unici, che parlano la stessa lingua. Faccio un esempio: la Piana prima era parte sotto il bacino del Serchio e parte sotto quello dell’Arno, con due sistemi di riferimento diversi e due indici di rischio diversi. Ora, invece, tutto il territorio viene trattato in maniera uniforme». —

L.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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