Il Tirreno

Lucca

Il primo incontro  

Quella “carezza” ritrovata al posto di tablet e telefonini

M.C.

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LUCCA. La signora Bona De Villa ci ha messo qualche secondo per familiarizzare con la stanza delle carezze. Una infermiera l’ha aiutata a individuare il microfono e a sedersi e poi, dopo la fase di studio, ecco la gioia immensa nel vedere l’amico Claudio Nardini e scambiare con lui due chiacchiere. «Ciao Claudio, che piacere rivederti, non ne potevo più dei telefonini, eravate così piccoli! Lo sapevi che mi sono vaccinata l’altro giorno? Dicono che ora devo rifare la puntura, ma se ne parla tra fine mese e gli inizi di febbraio». Queste le prime parole di Bona, che poi si è sentita accarezzare da Claudio, primo visitatore a testare i manicotti. La sensazione iniziale di Bona durante l’abbraccio è stata di disagio, che poco a poco ha lasciato il passo alla confidenza del contatto. Il suo sguardo, gli occhi luccicanti e il sorriso fatto all’infermiera sono stati la migliore risposta circa l’utilità della stanza delle carezze.

Gli ospiti che come Claudio avranno accesso, dovranno registrare in apposita agenda i propri dati e l’orario di ingresso. Presso l’access point sono presenti anche termoscanner e gel igienizzante. Segue accensione dell’interfono e, solo a questo punto c’è l’arrivo dell’anziano. Nella parte destinata ai familiari è stato inserito un sanificatore d’aria che permette una maggior sicurezza nel passaggio da un visitatore all’altro. Gli incontri avvengono su appuntamento, quattro giorni alla settimana, dalle 16 alle 18,30, con un intervallo di 15 minuti che consente all’operatore di sanificare l’intero ambiente.

Ulteriori dettagli sugli incontri sono stati forniti da Naike Panattoni, psicologa che ha contribuito alla realizzazione della “stanza”: «Per fortuna la struttura ha spazi adeguati per accessi separati e per portare a ridosso della vetrata anche gli ospiti in lettiga o in sedia a rotelle con flebo e altre attrezzature mediche. Anche la posizione di altoparlanti e microfono è variabile a seconda della postura del paziente. La dottoressa Panattoni commenta la risposta di Bona De Villa: «Ovviamente per gli anziani tutto questo rappresenta una novità, ma è facile adattarsi. Per la tutela degli ospiti, le Rsa sono diventate inaccessibili ai familiari e per molti mesi le video chiamate favorite dal personale della cooperativa, erano l’unico contatto con il mondo esterno e con figli e nipoti. Solo durante l’estate, per alcuni, è stato possibile un incontro a distanza negli ambienti esterni e con tutti i dispositivi di protezione previsti per evitare ogni forma di contagio». —



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