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Lucca

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Gli abitanti della Val d’Arni «Disagi dovuti all’incuria»

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lucca. «Ancora una volta gli abitanti della Val d'Arni hanno subito, e stanno tuttora subendo, non tanto le conseguenze del maltempo, quanto quelle dell'incuria degli enti e delle aziende che dovrebbero garantire i servizi pubblici». A dirlo è il comitato popolare della Val d’Arni in seguito alla mancanza della corrente elettrica e all’interruzione delle linee telefoniche di quesiti ultimi giorni. «Il fatto che le mancate manutenzioni (di Enel, Tim, Provincia e Comuni) abbiano colpito in maniera così estesa in tutta la Valle del Serchio è la riprova di una situazione che non può e non deve continuare. Una cosa è chiara: se la vegetazione non viene curata, se gli alberi pericolanti non vengono tagliati per tempo, prima o poi cadranno con tutte le conseguenze del caso. Ed allo scopo basterà anche solo un po' di neve, non c'è bisogno di un evento eccezionale!È questo che è accaduto nelle giornate del 31 dicembre e del 1° gennaio. Ma è proprio questo che non sarebbe successo se solo si fosse fatto anche solo il 50% delle manutenzioni necessarie. Parliamo della strada provinciale n° 13 di Valdarni. Su questa strada ormai (basti pensare al banale taglio della vegetazione fatto quest'anno solo a novembre...) la manutenzione è ridotta all'osso. Chi la percorre può ammirare da anni decine e decine di alberi in bilico, incombenti sulla carreggiata. Mai ne abbiamo visto rimuovere uno. Il discorso diventa ancora più serio se parliamo delle interminabili interruzioni (in parte non ancora risolte) alla fornitura dell'energia elettrica. Nella nostra zona tutto ciò non è purtroppo una novità». Il comitato ricorda anche che in questi ultimi anni le interruzioni della corrente sono state frequenti. «Solo a dicembre abbiamo contato almeno 50 interruzioni, in quel caso brevi ma che certo la dicono lunga sullo stato delle linee dell'Enel. Famiglie al freddo, disagi di ogni tipo, attività turistiche bloccate (stavolta no, ma solo perché erano già chiuse per covid...) e nessuno che abbia mai visto il rimborso dei danni. Salvo l'elemosina che l'Enel restituisce talvolta in bolletta... . E pensare che la nostra valle è da 70 anni tra le più sfruttate dal punto di vista idroelettrico. Ma questo evidentemente non conta, tant'è vero che a oggi le attività economiche danneggiate dalla frana del 31 gennaio 2020, con la chiusura della strada provinciale per ben cinque settimane, provocata da una rottura della condotta dell'Enel, non hanno ancora avuto alcun rimbors nonostante le promesse pubbliche fatte. Ma le interruzioni nella fornitura di energia elettrica hanno anche un altro risvolto. Purtroppo nei nostri paesi ci sono diversi invalidi gravi, alcuni dei quali hanno bisogno ogni notte del respiratore. Ma senza energia elettrica quel respiratore non può funzionare, aggiungendo così disagio a disagio. C'è poi l'inarrivabile Tim, la cui rete fissa è guasta dal 5 dicembre, con la maggioranza delle utenze della zona di Isola Santa e Capanne di Careggine fuori servizio da quasi un mese. Una situazione che si commenta da sola». —

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