Il Tirreno

Lucca

L’assessore Stefano Baccelli  

«Subito un vertice in Regione per intervenire sulla prevenzione»

L.S.
«Subito un vertice in Regione per intervenire sulla prevenzione»

Dopo l’incontro con Enel  e con i sindaci della Valle  si studiano nuove strategie ed emerge il caso dei ripetitori dalla scarsa autonomia

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CASTELNUOVO. Quanto accaduto nella Valle del Serchio con questa nevicata è una dimostrazione, l’ennesima di quel circolo vizioso fatto di problemi che si alimentano a vicenda. Un circolo fatto di disagi che rendono difficile la vita in montagna, favorendone l’abbandono. Abbandono che, a sua volta, si traduce in minor presenza di persone a occuparsi del territorio. Minor manutenzione che si traduce a sua volta in disagi. E così via. Un esempio perfetto è rappresentato da quegli alberi, non più curati, caduti sulle strade, o dagli smottamenti favoriti dall’assenza di contadini a occuparsi di scavare la fossetta là dove serve. Ma se su questo fronte il lavoro da fare è impegnativo, su altri aspetti invece si può e si deve intervenire con più facilità. Ne è convinto l’assessore regionale Stefano Baccelli, che ieri ha partecipato al vertice di Castelnuovo tra amministratori locali ed Enel per fare il punto sulla situazione in Valle.

«L’incontro è servito a fare il punto della situazione disastrosa dopo la nevicata – commenta Baccelli – ma, al di là di questo momento di emergenza, bisogna anche pensare alla prevenzione. Oggettivamente si tratta di fenomeni periodici che ci devono trovare preparati. Quindi confido di organizzare un incontro in Regione, con Enel e con i vari assessorati coinvolti, per affrontare situazioni del genere. Nello specifico, riferendosi al caso delle linee elettriche buttate giù dagli alberi, non si tratta semplicemente di una questione di manutenzione della fascia di rispetto attorno alle linee stesse che è generalmente curata. Il problema è che spesso vi sono alberi ad alto fusto che, pur essendo fuori dalla fascia di rispetto, se cadono per la loro altezza finiscono lo stesso per creare dei danni. Ecco, bisognerebbe andare al di là del solo concetto di fascia di rispetto e valutare, in base a semplici calcoli, quali piante possono essere pericolose e intervenire. Non mi pare un problema irrisolvibile, si tratta di trovare un meccanismo che, a quel punto, sarebbe utile non solo per la Garfagnana, ma in ogni situazione simile in Toscana».

Al tempo stesso l’assessore regionale ha evidenziato come, quanto accaduto negli ultimi due giorni in Valle, abbia mostrato ancora una volta l’importanza e l’efficienza della nostra rete di protezione civile, «e ritengo che sia una sorta di diritto-dovere di enti come Enel, pur nell’ambito delle rispettive competenze, appoggiarsi e collaborare con questa rete».

Ma dalla riunione di Castelnuovo è emerso anche un aspetto che, se confermato, è inquietante, ossia la scarsa autonomia dei ripetitori telefonici in caso di black out, aggiungendo problema a problema: «È un’altra cosa che dovremo verificare e, nel caso, affrontare e risolvere con un confronto con le compagnie – conclude Baccelli – nell’incontro è emerso che, in caso di interruzione di elettricità, i ripetitori telefonici abbiano un’autonomia di 24 ore, se non meno. Questo è inaccettabile, esistono le tecnologie, ci sono generatori e accumulatori, e occorre far sì che quegli impianti continuino a funzionare per almeno 48/72 ore». —

L.S.

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