Il Tirreno

Lucca

LA STORIA  

Evade dai domiciliari per farsi un cappuccino al bar vicino a casa

Luca Tronchetti

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LUCCA. Come nel film di Totò «Dov’è la Libertà» del 1954 diretto da Roberto Rossellini anche lui vuol tornare in carcere. E nel giro di 4 giorni dopo il suo primo arresto stavolta a San Giorgio ci finisce davvero. Perché Perparim Lika, 35 anni, albanese, residente a Ponte a Moriano, precedenti di polizia per furto e condanna per maltrattamenti sull’ex moglie, arrestato per tentato furto nella notte di Natale, collocato ai domiciliari dal giudice delle indagini preliminari al termine dell’udienza di convalida, nuovamente pizzicato a rubare, non appena uscito dall’aula di tribunale, le cuffiette per ascoltare la musica al supermercato Esselunga di Marlia, ieri mattina ha pensato bene di evadere di nuovo dagli arresti domiciliari. Si è alzato di buon mattino ed è andato al bar più vicino ordinando un cappuccino con la schiuma e bel cornetto. In barba ai divieti e alle imposizioni della legge. Insomma ha fatto di tutto per farsi notare e per fare in modo che i carabinieri della stazione di Ponte a Moriano potessero sorprenderlo nel bar ed arrestarlo nuovamente. Perché il suo intento evidente era quello di tornare in carcere. E rimanerci almeno per qualche giorno. Giusto il tempo di festeggiare il Capodanno. E infatti il gip Riccardo Nerucci, che aveva convalidato il primo arresto imponendo i domiciliari, in considerazione del comportamento dell’indagato ha dovuto, suo malgrado, procedere con l’aggravamento della misura cautelare. Dai domiciliari al penitenziario di San Giorgio. In attesa della nuova udienza con rito direttissimo che si celebrerà nelle prossime ore. —

Luca Tronchetti



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