La protesta
Il giudice gli concede i domiciliari e lui ruba le cuffie al supermarket
Lucca, appena conclusa l'udienza di convalida, invece di stare a casa, è andato all'Esselunga di Marlia e ha tentato di rubare degli auricolari
LUCCA. Il giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci gli aveva appena concesso gli arresti domiciliari dopo un tentativo di furto avvenuto la notte di Natale e messo a segno con un complice. Lui, appena conclusa l’udienza di convalida, invece di obbedire all’ordine del giudice e starsene buono nella sua abitazione di Ponte a Moriano ha pensato di bene di fare un salto all’Esselunga di Marlia e asportare delle cuffiette per ascoltare la musica. Ma Perparim Lika, 35 anni, albanese, non ha fatto i conti con la security all’interno del supermarket. L’albanese è stato subito notato mentre trafugava la merce e l’addetto ha avvertito i carabinieri di Villa Basilica che si trovavano nella zona per un servizio di controllo del territorio. E così per l’albanese sono scattate nuovamente le manette ai polsi.
E oggi dovrà di nuovo presentarsi di fronte al giudice per rispondere del reato di furto. Gli saranno concessi ancora i domiciliari o stavolta finirà dietro le sbarre? Nella notte di Natale, Perparim Lika assieme a Fabiano Pablo Rossetti, 44 anni, residente a Ponte a Moriano, anche lui con precedenti di polizia, erano stati arrestati dai carabinieri della sezione radiomobile. Erano stati sorpresi a Marlia dove in bicicletta, e muniti di arnesi da scasso, erano alla ricerca di abitazioni da «visitare». Notati da alcuni residenti e segnalati alla centrale operativa di Cortile degli Svizzeri, la pattuglia di militari li aveva rintracciati ancora nella zona dopo che avevano forzato la serratura di un magazzino accanto ad una casa privata da cui però non avevano asportato nulla. Dopo l’arresto il pm Antonio Mariotti aveva disposto gli arresti domiciliari in attesa della convalida del gip. Che è avvenuta ieri mattina con Rossetti che è rimasto tranquillo ai domiciliari e Lika che invece ha proseguito a rubare. —
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