Italia
«Paura degli effetti? Macché, avevo più timore nel venire a lavorare»
LUCCA. Quelli dei medici, dei primari in particolare, sono i volti da copertina di questa campagna vaccinale. I “testimonial”, come qualcuno li ha chiamati. Ma se per molti di loro si è trattato anche di metterci la faccia e dare un esempio, per i volti meno noti della sanità pubblica il vaccino è una scelta pura, sciolta da ogni tipo di condizionamento. «Lo faccio perché ci credo – dice subito Federica Berti, 41enne di Marlia, operatrice socio sanitaria – Appena è stato possibile mi sono prenotata sulla piattaforma regionale e ho avuto la fortuna di essere sorteggiata per partecipare a questa giornata». Non è una cosa scontata: i vaccini, ad esempio quello contro l’influenza, sono sempre stati raccomandati al personale sanitario, ma l’adesione a queste campagne non ha mai raggiunto numeri elevati. Di solito si vaccinava solo il 20-30% del personale. Quest’anno l’emergenza Covid ha spinto anche i più refrattari a sottoporsi all’anti-influenzale. E poi a quello contro il coronavirus. «Paura del vaccino? No di certo – dice Berti – Credo nella scienza e nel lavoro fatto in questi mesi. Francamente avevo più paura nel venire a lavorare in questi mesi di pandemia. Sono al setting F, quello della Neurologia. Non è un reparto Covid ma anche noi abbiamo dovuto modificare procedure e abitudini: niente più visiti ai parenti, pazienti a rischio messi in stanze separate. Per fortuna è andato tutto bene: quei pochi contagi che si sono registrati fra il personale sanitario non sono avvenuti in ospedale ma in famiglia perché sul lavoro siamo stati tutti molto attenti». —
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