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Vino di Montecarlo Produzione ottima ma le vendite sono dimezzate

Nicola Nucci
Vino di Montecarlo Produzione ottima ma le vendite sono dimezzate

Sul mercato della Doc ha inciso il fermo dei ristoranti ma si guarda al 2021 con nuove strategie di rilancio

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Nicola Nucci

MONTECARLO. La pandemia, indirettamente, ha colpito anche nei vigneti, con il paradosso di un’ottima stagione nei campi, ma pessima sui mercati. Ma a Montecarlo, in una delle Doc di qualità tra le più piccole d’Italia, non ci si scoraggia e si organizza per la ripartenza.

Il meteo quest’anno è stato clemente, e il lavoro in vigna ha prodotto una buona resa. Il vino imbottigliato della vendemmia 2020, però, è rimasto in gran parte invenduto, privato di uno degli sbocchi naturali e più importanti sul mercato, quello dei ristoranti, la cui attività è stata fortemente limitata dalle misure anti-Covid. Insomma, la produzione è stata positiva, ma l’altro bilancio, quello finanziario, è in rosso. Per dare una misura degli effetti della pandemia: l’assenza degli ordinativi dei ristoranti è arrivato anche a dimezzare il fatturato dei produttori montecarlesi, in tutto una quindicina.

Ma, di fronte a una situazione difficile, due sono le possibili reazioni: lo scoramento o, al contrario, la voglia di impegnarsi di più. Ed è proprio quest’ultima la scelta che sembra voler caratterizzare il Consorzio della Doc di Montecarlo, che conta su circa 200 ettari di vigneti e su uno standard di quasi un milione di bottiglie vendute all’anno. C’è la volontà di ripartire dal dialogo e dal rapporto con i clienti, mettendo nel calendario 2021 una serie di iniziative: da un modo nuovo di aprire le cantine al pubblico a incontri a tema per addetti ai lavori e potenziali clienti.

«Il sapere, l’esperienza e la passione non potranno essere messe in crisi da nessuna pandemia – dice Gino “Fuso” Carmignani, storico presidente della Doc montecarlese – il vino è figlio della cultura dell’uomo che lo crea a differenza di altri prodotti che si trovano già in natura, e anche questa annata ha esaltato le capacità dei viticoltori che non si sono fermati e si preparano già al 2021. Il problema è stata la chiusura dei ristoranti, mentre è andata meglio con l’on line, soprattutto per la bottiglie più pregiate, anche come idea regalo per Natale. Pure per Montecarlo è stato un anno di sofferenza, ma siamo pronti a ripartire, puntando sul dialogo del vino come mi piace definirlo, ovvero organizzando una serie di iniziative per i clienti più assidui e quelli che vogliono conoscere e scoprire il vino di Montecarlo. Quello passato è stato per Montecarlo un anno senza la storica festa di settembre, e senza il consueto flusso di turisti a visitare il borgo e fare acquisti nelle cantine. A primavera renderemo noti i dettagli delle iniziative che andremo a organizzare, e che si andranno ad aggiungere a quelle tradizionali (a partire dalla festa del vino) che speriamo di poter riprendere con la presenza del pubblico». —

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di Redazione web