Italia
Il viaggio della Caritas verso gli ultimi «A Natale nessuno deve sentirsi solo»
Cominciata la consegna dei regali e dei pacchi alimentari a chi è in difficoltà: «Il 25 dicembre porteremo il pranzo nelle case»
Federica Scintu
lucca. Il viaggio verso i cuori degli ultimi è già cominciato. Segue un itinerario carico di solidarietà per regalare un Natale comunque felice a chi è vittima della povertà. Quella che non ti permette di arrivare a fine mese o di mettere a tavola la cena, quella di chi non ha più un letto caldo o un tetto sulla testa. Ma anche quella di chi ha lavorato fino a qualche mese fa e che da un momento all’altro, magari anche a causa dell’epidemia da Covid-19, ha perso tutto. Con la paura di ammalarsi, di non poter lavorare o di non sapere dove andare. Non è una missione facile ma i volontari della Caritas di Lucca questo viaggio l’hanno intrapreso, ancor di più quest’anno, e nonostante le restrizioni. Che hanno sì modificato i loro piani senza che però venissero del tutto meno. Così nelle case di chi è in difficoltà è cominciata la consegna dei pacchi alimentari ma anche dei regali. Perché nessuno deve rimanere senza un pacchetto da scartare. Ma soprattutto nessuno deve sentirsi solo. «Quest’anno, con il Covid, è più complicato - spiega Donatella Turri, direttrice della Caritas di Lucca - con la zona rossa ci sono molte limitazioni ma anche in questa situazione grave, grazie ai volontari e alle aziende, ci siamo organizzati. All’inizio di questa settimana è cominciata la consegna dei pacchi, sia alimentari che dei regali alle famiglie segnalate dai centri d’ascolto come persone in difficoltà. L’iniziativa del regalo sospeso, portata avanti con Confcommercio è andata bene e poi Lu.Me., Lucca Metalmeccanica, ha acquistato regali per un totale di 5.000 euro dalla rete del commercio al dettaglio cittadino». Un viaggio di casa in casa, con i furgoni carichi di pacchi, frutto della generosità di tante famiglie e aziende che quest’anno, ancor di più, hanno voluto fare delle donazioni. «È in corso anche la distribuzione dell’olio - spiega - che è stato prodotto grazie all’iniziativa “Olio bono”: in tutto sono 300 bottiglie». Ma per quanto riguarda il tradizionale pranzo di Natale, che ogni anno veniva organizzato nella mensa della Caritas di via del Fosso, le modalità cambiano. «Non era possibile farlo - dice - ma consegneremo il pranzo a casa grazie alla solidarietà dei ristoratori ma anche grazie a un piano dell’Accademia della cucina che insieme al Rotary ci ha dato questa possibilità di consegnare il pranzo. Con questa iniziativa raggiungeremo 200 persone fra Lucca e la Piana ma la stessa cosa sarà organizzata nella Valle e in Versilia. Chi invece si è sempre rivolto alla mensa della Caritas di via del Fosso potrà essere accolto dal vescovo e dalla comunità di Sant’Egidio per ricevere il pranzo in curia». E proprio per limitare il rischio di contagio, la mensa della Caritas offre il cibo da asporto: tutti i giorni a pranzo nei locali di via del Fosso e a cena a San Leonardo in Borghi dove c’è anche la possibilità di mangiare nel giardino del chiostro. «Questo andrà avanti sempre - conferma Turri - i servizi essenziali non si fermano mai, a maggior ragione in questo periodo. Nel primo semestre del 2020 le persone che ci stanno chiedendo aiuto sono aumentate del 30% e di queste il 25% non le conoscevamo. Prima del lockdown la mensa forniva mediamente 40 pasti al giorno, ora siamo a 65. C’è stato un aumento degli “appena poveri”: col coronavirus chi aveva contratti poco stabili ha perso il lavoro, altri magari fino a ora vivevano col lavoro sommerso. L’aumento dei poveri c’è stato in tutte le zone della provincia, forse un po’ meno in Garfagnana. In più sono persone che abbiamo visto a marzo e che ancora continuiamo a vedere...». Il viaggio dei volontari del sorriso prosegue anche nei dormitori. A Lucca ce ne sono due: uno in via Brunero Paoli, gestito dall’associazione Casa della Carità e un altro gestito dalla Croce Verde. «Sono entrambi pieni - conclude Turri - in tutto ospitano una trentina di persone e anche qui sono stati consegnati i regali. In questo periodo chi è in difficoltà si sente ancora più vulnerabile: se si ammalano non possono lavorare e poi hanno paura di non sapere dove andare. Nonostante le limitazioni della pandemia stiamo cercando di non perdere la prossimità. In più c’è una grande voglia di stare vicino a chi ha bisogno. Siamo sommersi dalla generosità». —
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