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Lucca

Influenza alle porte, il vaccino ora c’è ma bisogna farlo prima che sia tardi

Gianni Parrini
Influenza alle porte, il vaccino ora c’è ma bisogna farlo prima che sia tardi

Dopo settimane di attesa medici e pediatri sono stati riforniti. Ma per sviluppare gli anticorpi servono 15 giorni e il tempo stringe

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LUCCA. Vaccini anti-influenzali, le dosi ci sono ma il tempo stringe: il virus sta arrivando. Per settimane sono stati oggetto di malumori e mal di pancia perché le dosi promesse dalla Regione non sono arrivate a medici e pediatri di famiglia che ne avevano fatto richiesta per proteggere i loro assistiti più fragili ed esposti. Ovvero bambini sotto i 6 anni che non indossano la mascherina, pazienti over 65 e soggetti affetti da patologie croniche.

Nell’anno del Covid la provincia di Lucca aveva aumentato la richiesta di anti-influenzali quasi il 50% rispetto allo storico. In cifre significa circa 60mila vaccini rispetto ai 40mila degli anni precedenti. L’obiettivo era alzare la copertura soprattutto sugli anziani visto che la copertura negli anni passati si attestava attorno al 50%. La campagna è partita ai primi di novembre, in anticipo rispetto al passato: la minaccia del Covid e il rischio di confondere i primi sintomi avevano imposto un’accelerata. Ma dopo una la mandata di dosi i rifornimenti dalla Regione sono cessati e così medici e infermieri sono stati costretti ad annullare per settimane gli appuntamenti già presi per le vaccinazioni suscitando il mal contento dei cittadini che si sono sentiti presi in giro: invitati a vaccinarsi da una campagna informativa tambureggiante hanno scoperto che le dosi non c’erano. Neppure a volerle comprare in farmacia. Un disastro provocato dal mancato rispetto degli accordi di una delle aziende fornitrici, verso cui la Toscana ha subito adito le vie legali. Dalla seconda settimana di dicembre i vaccini sono arrivati sul territorio e le vaccinazioni riprese. «Finalmente, ora pare che ve ne siano in quantità industriale – commenta il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’ordine di Lucca – La campagna è ripresa a tambur battente: siamo riusciti a vaccinare quasi l’80% di quelli a cui è offerto gratis». Il problema è che i tempi sono stretti perché l’influenza è alle porte: «Siamo agli sgoccioli – prosegue Quiriconi – Per sviluppare gli anticorpi ci vogliono una quindicina di giorni. Chi è interessato è bene che lo faccia il prima possibile. L’auspicio è che le mascherine ci proteggano anche dall’influenza». Probabile sia così, anche se pranzi e reunion di fine anno daranno un’accelerata ai contagi. Per questo è importante vaccinarsi: «Siamo ancora in tempo ed è bene farlo alla svelta – spiega il dottor Alberto Tomasi, del dipartimento di Igiene e Prevenzione – Se uno si era messo in lista che lo faccia, possibilmente entro i primi del nuovo anno. Il picco influenzale dovrebbe arrivare tra gennaio e febbraio. E per gli ultra 65enni rammento anche il vaccino contro la polmonite: è sempre stato disponibile ma i problemi dell’antinfluenzale hanno rallentato anche questa campagna». Poi si partirà con la campagna per il Covid: ci sono controindicazioni nel fare assieme influenzale e anti-covid? «Non credo ma c’è un tavolo regionale che si occupa di questi temi – spiega Tomasi – Come noto i primi a vaccinarsi saranno i lavoratori della sanità – io l’ho prenotato – per cui non ci saranno problemi di sovrapposizione visto che l’influenzale l’hanno già fatto. La copertura sul personale, storicamente bassina (20-30%, ndr), si è alzata». —

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