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Il regalo di Natale per gli anziani: nella rsa due stanze degli affetti

Federica Scintu ;
Il regalo di Natale per gli anziani: nella rsa due stanze degli affetti

Sono state predisposte nel Convento di San Francesco di Borgo a Mozzano e sono utilizzabili da oggi: le persone si incontreranno attraverso un vetro e parleranno con l'interfono 

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LUCCA. L’hanno chiamata “la stanza degli affetti”. Da oggi i parenti degli ospiti della residenza sanitaria assistita “Convento di San Francesco” di Borgo a Mozzano potranno vedersi e parlarsi attraverso un vetro e un interfono dopo mesi di distacco. Un modo per sentirsi più vicini e per rendere un po’ più sopportabile la solitudine “imposta” dal coronavirus, soprattutto per le feste di Natale. Un piccolo “regalo”, realizzato all’interno della sala del Capitolo nel suggestivo convento del 1500 che ospita 47 anziani, ormai quasi tutti non più autosufficienti. Insieme a quello ricevuto ieri: tutti i tamponi antigenici rapidi infatti, effettuati su un totale di 97 persone fra ospiti e personale - composto interamente da dipendenti della Misericordia di Borgo a Mozzano, che gestisce la struttura attiva dal 1983 - sono risultati negativi.

«Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus non ci sono stati casi di positività all’interno del Convento di San Francesco - spiega il governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini - e questa è davvero una buona notizia. Facciamo sempre i monitoraggi richiesti da Regione e Asl e per ora siamo riusciti a non far entrare il virus nella struttura». In questi mesi però, la lontananza dai propri affetti si è fatta sentire. Tanto che la Misericordia ha deciso che un luogo in cui parenti e ospiti potessero incontrarsi fosse necessario. «Sono state predisposte due “stanze degli affetti” nella sala del Capitolo - spiega Brunini - e questo al momento è l’unico modo per far incontrare le persone. Ci sono due box chiusi dai vetri e ci si può parlare con l’interfono. I familiari entreranno nei box mentre gli ospiti staranno nella stanza nella quale possono arrivare dall’interno della rsa. Avevamo anche pensato di realizzare una vera e propria stanza degli abbracci ma poi il sistema del telo da indossare non ci ha convinti e siamo partiti con le stanze degli affetti». Il progetto della stanza degli abbracci però non è del tutto tramontato. «Pensiamo di farla - spiega - ma ancora non abbiamo trovato il sistema giusto. Quindi nel frattempo siamo partiti con queste. D’estate non c’erano problemi - aggiunge poi - perché familiari e ospiti si incontravano nel chiostro del convento con mascherina e distanziamento. Con la brutta stagione invece ci eravamo trovati un po’ in difficoltà. Abbiamo una balconata con i vetri e i parenti continuavano a venire nel chiostro. Abbiamo anche i tablet e chi vuole si può vedere ogni giorno ma dovevamo fare qualcosa di più. Quindi abbiamo posizionato queste due strutture mobili che danno garanzia assoluta di isolamento ma che speriamo di poter togliere quanto prima...». E anche a Natale nessuno potrà accedere nella rsa. «Gli ospiti faranno il pranzo - conclude - anche oggi (ndr, ieri) c’era la consegna dei regali ma il resto delle iniziative sono tutte bloccate per il Covid. La nostra struttura aveva la caratteristica di essere completamente aperta. Oggi invece tutto questo non c’è più e siamo tornati a una concezione di rsa chiusa che certamente non ci piace». —

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