La protesta
Da ospite della mensa dei poveri a benefattore: «Restituisco l’aiuto che mi avete dato»
Ha messo beni alimentari a disposizione della struttura di Segromigno, poi ha rivelato: «Anch’io mangiavo lì, grazie a voi sono riuscito a ripartire»
CAPANNORI. Prima era uno di “loro”. Uno dei tanti invisibili, persone in condizioni disagiate che si presentano alla mensa dei poveri di per trovare un pasto caldo e beni di prima di necessità. In fila, con dignità, a chiedere di mangiare per sopravvivere. Poi la sua situazione economica è migliorata, ha trovato un lavoro sicuro ed è stata come una rinascita. E così ha deciso di passare dall’altra parte, tra quellli che con spirito altruistico, aprendo il proprio il cuore (e il portafogli) aiutano gli altri a stare meglio. Gesti piccoli ma significativi: un pacco pasta, olio e formaggi da donare ai poveri.
Una storia che sembra uscita dalla “vita è meravigliosa” di Frank Capra quella che è raccontata da Paolo Cecchini,volontario e portavoce della Mensa della Solidarietà di Segromigno in Monte. «Pochi giorni fa mi ha chiamato una persona, che ha chiesto di mantenere riservata la sua identità, chiedendomi quali prodotti poteva donare alla mensa. L’ho ringraziato di cuore in anticipo e gli ho indicato alcune cose che per noi sono basilari come pasta tagliata, pomodoro, olio, tonno, fagioli e formaggio grattugiato. Dopo averlo salutato prima di chiudere la conversazione mi dice: “Sai, alcuni anni fa anche io ero uno dei vostri ospiti. Avevo bisogno e mi avete aiutato. Anche grazie al vostro sostegno sono riuscito a ripartire e a mettere su un'attività che sta andando bene. Ora è il mio momento per restituire l'aiuto”. Non serve dire che queste parole riempiono il cuore e sono uno stimolo in più a proseguire il nostro servizio».
C’è poi chi ha regalato alla mensa una donazione di 1.500 euro, in memoria della moglie di un volontario. «A nome degli oltre 60 membri della mensa di solidarietà di Segromigno in Monte voglio ringraziare pubblicamente la famiglia Santori per aver devoluto la donazione ricevuta in memoria della scomparsa di Carla, la cara moglie del nostro amico Narciso. Gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro del figlio Giovanni e i membri stessi della Mensa hanno raccolto un’importante somma di denaro, consegnando l'intero ricavato di 1.461 euro consegnata a Narciso in memoria di Carla. Un gesto di solidarietà verso chi ha bisogno non nuovo per lui, come non lo sarebbe stato per Carla, una donna gioiosa che si è sempre dedicata e spesa agli altri.Il denaro verrà utilizzato per aiutare le persone della nostra comunità più fragili e bisognose. Con parte di questa donazione, in occasione di questo insolito Natale, abbiamo pensato di donare ai nostri ospiti una sciarpa, in regalo chiaramente simbolico che rappresenta il calore e l'abbraccio che vorremo dare a chi è meno fortunato di noi. Inolre abbiamo acquistato prodotti per l'igiene della casa e donati al Centro di Ascolto di Segromigno in Piano, perchè vengano consegnati alle numerose famiglie che si appoggiano a questa attività. Ancora con parte del denaro abbiamo pensato di ringraziare i nostri benefattori con un piccolo pensiero che racchiude tutta la nostra gratitudine».
Il Covid ha purtroppo fatto aumentare le richieste alle mensa operativa dal luglio 2016. In tanti in fila, con dignità, per un po' di cibo. «Siamo circa 65 volontari suddivisi in quattro gruppi che tutte le domeniche a rotazione prepariamo la cena per i nostri ospiti, così chiamiamo le persone che si presentano chiedendo un aiuto - spiega Cecchini -.Ci troviamo la domenica subito dopo pranzo nei locali parrocchiali di Segromigno in Monte dove abbiamo una cucina attrezzata e una dispensa che cerchiamo di mantenere sempre piena. Cuciniamo e confezioniamo i pasti per poi distribuirli nei locali a Lucca messi a disposizione dalla Caritas. Attualmente gli ospiti della domenica sono stati circa 60, ma sono stati per un lungo periodo anche di più».
Gli altri giorni sono coperti dalle mense di Marlia, Vicopelago e San Concordio. Una catena della solidarietà che supera i confini territoriali e sociali. «Nel giro di poco si sono proposte tantissime persone chiedendo cosa potevano fare per aiutarci e queste donazion speciali ci hanno capire che siamo sulla strada giusta». —
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