Italia
Raddoppia il numero di nuovi poveri Molti sono giovani
“Fermenti” fotografa la realtà provinciale di Lucca e analizza anche il livello di sviluppo dell’economia sociale
lucca. In media, il 17,5 per cento di alunni e studenti della provincia di Lucca non ha una scrivania su cui fare i compiti, il 14,2 non ha una commessione internet, mentre il 23,7 non ha nemmeno un computer. La situazione peggiore in Lucchesia è ad Altopascio, dove le percentuali sono 25,3 (scrivania), 19,5 (internet), 35,8 (computer). Sono dati Invalsi del 2018 rilevati nell’ambito di un’indagine sull’abbandono scolastico, punto di partenza della povertà, per molti.
Nel 2019 al centro di accoglienza della Caritas si sono rivolte 1.904 persone: lo riporta “Fermenti”, primo rapporto che nasce dal lavoro del tavolo provinciale sull’economia civile di cui fanno parte Caritas, Diocesi, Legambiente, coop sociali, comuni e diverse associazioni. Millenovecento persone è un numero alto: lo sottolinea anche la direttrice della Caritas di Lucca Donatella Turri. Nel 2020 sono ancora di più. «Abbiamo ad oggi i dati del primo semestre di quest’anno - spiega Donatella Turri -: le persone accolte sono quasi il doppio dell’anno scorso nello stesso periodo. Molte sono persone italiane di recente impoverimento: un terzo di queste non erano conosciute dal nostro centro di ascolto. Dopo la pandemia - continua la direttrice della Caritas -sono venute a trovarsi in situazioni difficili molte famiglie italiane, molte persone che lavoravano nel settore dei servizi per le famiglie, come i fotografi di cerimonie, o persone con lavori parzialmente sommersi nel turismo e che non hanno avuto alcun paracadute.Ma anche giovani professionisti con la partita Iva e imprenditori che avevano provato ad aprire un’azienda propria. Sempre “Fermenti” riporta la quantificazioni delle richieste di aiuto al centro di ascolto nel 2019 con i numeri esatti della rilevazone:854 italiani (di cui 492 donne) e 1.054 stranieri. E soprattutto i nuovi poveri sono giovani: a Lucca e nella Piana di Lucca la fascia di età più rappresentata nell’utenza del centro di ascolto è quella 35-44 anni, mentre nelle altre zone provinciali è 45-55 anni. Il 68,61 per cento delle persone accolte ha meno di 44 anni (contro il 41,13 del 2019). I cittadini con più di65 anni, non in età da lavoro, sono l'11,27 per cento e quasi sempre di nazionalità italiana: anche questi dati sono contenuti nel report “Fermenti”.
Caritas, Diocesi e gli altri partecipanti al tavolo provinciale hanno analizzato questi numeri collegandoli agli effetti economici e sociali della pandemia e a quanto il nostro territorio sia permeato dal concetto di economia sociale, un modello di sviluppo che garantisce la libertà del mercato con la giustizia sociale: un equilibrio difficile ma possibile, come hanno spiegato Carlo Andorlini di Legambiente che ha lavorato al report, e Lorenzo Maraviglia dell’ufficio statistica della Provincia di Lucca. Sessantacinque aziende della provincia di Lucca sono state interpellate attraverso un questionario via email: un panorama economico variegato, dalle cartiere alle aziende di sofware, a cooperative sociali e associazioni. «L’economia sociale è già in mezzo a noi - ha detto il vescovo Paolo Giulietti intervenendo in una breve presentazione del report-. Adesso sta a noi far capire che c’è già qualcosa in mezzo a noi che germoglia.
Il quadro che emerge dall’attività di ricerca presenta diverse modalità di declinare l’economia civile e diversi gradi di consapevolezza; tratteggia esperienze in ambiti diversi, reti di relazioni più o meno solide e ci pare indichi una direzione da percorrere. Lo scopo principale del tavolo è il tentativo di costruire un dialogo su pratiche esistenti. L’impegno prosegue. —
B.A.
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