Il Tirreno

Lucca

Per il femminicida niente sconti di pena sarà giudicato dalla Corte d’Assise

Luca Tronchetti
Per il femminicida niente sconti di pena sarà giudicato dalla Corte d’Assise

La decisione della Consulta impedisce di usufruire  per gli omicidi del giudizio immediato o dell’abbreviato

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Luca Tronchetti

LuCCA. Nel giro di pochi giorni due omicidi trattati in modo diverso perché tra l’uno e l’altro è intercorsa una modifica normativa che ha differenziato il trattamento degli imputati. Il 17 aprile 2019 viene ucciso un ex cuoco cingalese nel suo appartamento da due connazionali che, usufruendo del rito abbreviato (sconto di pena pari ad un terzo) assieme ad altre attenuanti, sono stati recentemente condannati dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca a 15 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario. Se il delitto fosse stato commesso due giorni dopo quel beneficio del rito con lo sconto di pena non sarebbe stato concesso perché nel frattempo è intervenuta una modifica legislativa che impedisce l’utilizzo del giudizio immediato o dell’abbreviato in caso di delitti puniti con la pena dell’ergastolo.

Quindi lo stesso tipo di trattamento che hanno avuto, per loro buona sorte i due cittadini dello Sri Lanka, non potrà essere applicato a Graziano Zangari, 46 anni, muratore, per decenni residente a Saltocchio e attualmente detenuto nel carcere di Castrovillari dove si tiene in contatto con il suo legale lucchese, che nella notte tra il 26 e 27 luglio 2019 - quindi quasi 100 giorni dopo l’approvazione al Parlamento della nuova legge - uccise la compagna Chiara Corrado, 40 anni, di San Giuliano Terme e al culmine dell’ennesimo litigio la colpì, reagendo alla sua aggressione, con una chiave utilizzata per il montaggio dei ponteggi procurandole una lesione alla parete temporale destra risultata mortale. Dopo il delitto legò le mani della donna che sosteneva di amare con una corda annodandole intorno al collo una fune e mettendola all’interno di un telo di plastica sigillato con nastro adesivo per trascinarla fuori dal container dove vivevano, sistemarla nel cassone dell’autocarro della ditta in cui l’uomo lavorava e trasferirla nella ruolotte, posta a 5 chilometri dal cantiere, che il muratore aveva affittato a 100 euro al mese in un campo lungo l’Aurelia a Torre del Lago. Il cadavere in avanzato stato di decomposizione venne ritrovato 4 mesi dopo e il femminicida venne rintracciato e arrestato in provincia di Cosenza.

Ieri mattina si è tenuta di fronte al gip Riccardo Nerucci l’udienza preliminare in cui i legali dell’imputato, Maurizio Campo e Valerio Vianello Accorretti del foro di Roma, hanno presentato la richiesta di giudizio abbreviato. Il motivo? La legge approvata dal Parlamento aveva sollevato una serie di eccezioni di costituzionalità che erano state presentate da legali di La Spezia, Piacenza e Napoli nel corso di procedimenti penali che vedevano alla sbarra imputati macchiatisi di reati che prevedono come pena quella dell’ergastolo. Eccezioni sulla conformità della norma rispetto al dettato costituzionale che i giudici del dibattimento hanno fatto proprie chiamando in causa la Consulta. E la Corte il 19 novembre ha sciolto la riserva di legittimità ritenendo la nuova legge in regola con i principi della Carta Costituzionale. Così il gup non ha potuto far altro che negare il procedimento abbreviato e fissare l’udienza dibattimentale in Corte d’Assise per il 16 marzo 2021. —

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