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il lutto 

Muore a 91 anni padre Silvano Barbieri Oggi i funerali nella sua Gorfigliano

Luigi Spinosi
Muore a 91 anni padre Silvano Barbieri Oggi i funerali nella sua Gorfigliano

Una vita dedicata al prossimo, con il suo grande amore per il Mozambico dove era stato a lungo missionario

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Luigi Spinosi

Minucciano. Saranno celebrati oggi, alle 15 nella chiesa di Gofigliano, i funerali di padre Silvano Barbieri, scomparso mercoledì all’età di 91 anni. Il religioso torna dunque definitivamente nel paese in cui era nato nel 1929, dopo una vita per il prossimo, che lo aveva portato in giro per il mondo.

Una vita da romanzo la sua. Un romanzo iniziato quel 31 maggio 1958 quando, a Milano, viene ordinato sacerdote dall’arcivescovo Montini, il futuro Papa Paolo VI. A ricostruire quel romanzo, ma reale, è Yuri Damiano Brugiati, presidente dell’associazione culturale Paese Vecchio di Gorfigliano: «Appena ordinato sacerdote padre Silvano si trasferì in Portogallo per poi essere inviato in missione nel Mozambico (allora colonia portoghese ndr) dove giungerà l’11 giugno 1959». Qui resterà 6 anni, nei quali inaugurerà una chiesa, una decina di cappelle scuola in muratura e una scuola di “Arti e Mestieri”, promossa poi a scuola tecnica (e considerata «una delle più belle del Mozambico»).

«Purtroppo nel 1965 si ammalò abbastanza gravemente – ricorda Brugiati – tanto da dover rientrare in Italia». Ma il “mal d’Africa” era più forte e nel 1967 tornò in Mozambico: prima nella missione di Carapira, dove si dedicò anche allo studio della cultura delle tradizioni africane, in particolare sull’iniziazione dei giovani alla vita della tribù («Fu incaricato di realizzare uno studio approfondito sulla vita della donna, perché la tribù Macua, che è la più grande del Mozambico è matrilineare»); poi nella missione di Lunga. Ma laguerra per l’indipendenza che da anni imperversava nel Paese portò i suoi superiori a farlo prima rientrare in Italia e poi destinarlo in Portogallo, a Santarem vicino a Fatima. Tornatopoi a Lucca come responsabile della Comunità Comboniana, fino al 1979. Ma di lì a poco padre Silvano tornò a muoversi tra Europa e Africa: prima in Portogallo nella casa Comboniana di Aveiro; nel 1985 in Mozambico, alla missione di Nacaroa; nel 1987 in Italia, a Trento. Poi ancora il Mozambico, nella diocesi di Maputo, in una parrocchia di periferia con oltre duecentomila abitanti, con tutti i drammi di un sobborgo di città. Nel 1998 rientrò in Italia (nella comunità di Rebbio-Como) per poi tornare in Portogallo «per essere più vicino a Fatima». Nel 2007 gravi problemi di salute lo costrinsero a rientrare in Italia. Prima a Lucca, nella Casa Comboniana di via del Fosso, e poi a Castel D’Azzano vicino Verona, dove rimarrà fino alla morte.

«Il suo legame con Gorfigliano – ricorda Brugiati – è sempre stato molto forte: quando padre Silvano tornava per trascorrere qualche giorno con i familiari tutto il paese lo accoglieva con grande affetto. Resteranno per sempre impressi nei nostri cuori i giorni dell’agosto 1997 quando presenziò ai festeggiamenti per il 50° Anniversario della Madonnina dei Cavatori. Nel 2008, per il 50° anniversario della sua ordinazione venne celebrata una santa messa alla quale parteciparono numerosi sacerdoti e al termine fu organizzata una grande festa: quel giorno padre Silvano decise di donare ai suoi paesani il calice che aveva ricevuto proprio da loro nel 1958 e che lo aveva accompagnato nelle sue missioni in Africa. Oggi quel calice, per volontà di padre Silvano è conservato nella sacrestia della Chiesa Vecchia di Gorfigliano. La sua ultima visita a Gorfigliano risale al 2015, quando volle essere presente alla prima messa di don Alex Martinelli e l’abbraccio che gli donò al termine della celebrazione fu veramente emozionante. Nel 2018 Amilcare Paladini organizzò un pullman da Gorfigliano per andare a trovarlo a Verona per il 60° anniversario di ordinazione sacerdotale. Purtroppo quella gita fu annullata per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute». —

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